lunedì 26 maggio 2008

Pozzo Minnonica 25 maggio 2008

La giornata inzia per alcuni di noi al Rifugio Tropea.
Dopo una rapida colazione, una sistemata al rifugio ed un saluto con dei cercatori di funghi, ci spostiamo verso il luogo di appuntamento.

Lì troviamo Damiano e Nemo & Carmelo che arrivano da Palermo...
Non troviamo invece le altre due speleoseghe, ritiratisi nelle cucce a leccarsi le ferite dopo un'escursione... carni molle!

Il programma è abbastanza fitto, la strada tanta, quindi prepariamo gli zaini e via.

Ognuno di noi è carico come uno scecco fra attrezzatura personale, materiale fotografico, topografico, trapano, corde, ferraglia...
La colonna di sherpa prosegue per i tratti in salita del Vallone Zottafonda e poi giù nella valle a Nord di Monte Ferro.
Un'occhiata a qualche dolina, un'altra a qualche pianta particolare, il tutto nell'alternarsi di faggete e pietraie, di terreni smossi dai suini o da fungari e di morbide foglie nel sottobosco che nascondono però diversi rami caduti dagli alberi.
Anche la discesa successiva diventa pesante, il carico degli zaini, dei sacchi, le terribili pietraie con tutti i massi che ad ogni passo si muovono, le foglie in cui si affonda per poi inciampare nei rami, i bachi che penzolano dai rami dei faggi, che al passaggio ci restano addosso, che ci riempiono delle loro "tele"...

Finalmente nel secondo boschetto si sente odore di grotta.
I passi aumentano inconsapevolmente, diventano frenetici e sempre più istabili.
Un recinto. E' lì il Pozzo Minnonica.



Spettacolo.
Una frattura che scende giù per diversi metri e lascia solo intravedere il resto della grotta.
Ancora ansimanti ma eccitati ci mettiamo tutti a fare foto all'ingresso della cavità.



Mentre ci preparimo per la discesa, si approfitta per spiegare un pò come funziano i chiodi che si usano in grotta, come si istallano, come si vuole armare, etc.
Poi, una rapida ispezione al primo tratto della grotta e via, Simione, inizia ad armare.
C'è qualcosa di strano.
Un chiodo abbastanza nuovo è posizionato troppo in alto per essere utilizzato comodamente.
Il buon Simione, prova, si sforza, tenta di fare una catena di moschettoni, ma è sempre troppo alto. Decide allora di fare un frazionamento nuovo, quindi via col trapano.



Solo al fondo della grotta, sorgerà un grave e pesante dubbio... "e se quello era un deviatore"?
Bravo, ci sei arrivato... ma il ragazzo ha le spalle grosse e si farà!



Si scende ancora, verso la parte più pronda... ma il terreno è stranamente morbido... non sono le foglie, no.
Arrivati sull'orlo del pozzo... che pozzo... Simione si rende conto!
..Azz.. camminava su un enorme tronco caduto!



Poi il pozzo, liscio, verticale, ti risucchia giù...



Mentre Simione provvede a fare un altro frazionamento per spezzare la campata, si scatta qualche foto, e finalmente si da il libera anche agli altri.
Pian piano arriviamo tutti al fondo, dove troviamo anche compagnia.
Un povero cane che caduto giù, ha scelto di rannicchiarsi nell'angolino più profondo ed è spirato lì, avvolto su se stesso...



Il freddo si fa sentire anche dentro noi, e anche tanto; quindi abbastanza velocemente, iniziamo a risalire.
Carmelo ha il suo primo rapporto con la sacca trapano. Lo segue Damiano che riprova l'ebbrezza dei suoi decantati 100kg, poi Gianluca e il suo amorevole croll che non lo lascia andare via, Nemo, Io e infine Simione che disarmerà.



Infine tutti fuori, di nuovo tepore, caldo, ma il tempo è passato, sono le 19.20 e dobbiamo ancora percorrere più di 2km per arrivare alle auto.



Inizia una pesante salita.
Gli zaini pesano molto di più, ci schiacciano a terra e la lunga discesa dell'andata si trasforma in una salita spaccagambe.
Nel mescolarsi di fiatoni, c'è chi parla di piante, chi ritrova il suo fungo, chi maledice le pietre che ad ogni passo pesante e appesantito dal peso dello zaino, si muovo, e ballano via, c'è chi sogna, chi si maledice dei propri sogni, chi soffre in silenzio...

Un pausa, un'altra, la ricerca del tappo dell'obiettivo perso all'andata. Piccoli intermezzi della fatica di 10 gambe ormai legnose.

Poi finalmente l'ultima dolina, l'ultima salita, e di nuovo la faggeta, i bachi, le filinie... che palle!
La discesa da fiato, finalmente, e si riprende tutti a parlare... chi dei progetti futuri, chi vuole andar via, chi resta chiuso in se stesso e pian piano rivede dentro l'interno della grotta.
Che strano... fatica per arrivare, timore nello scendere, fretta di uscire, di nuovo fatica, e poi tanta voglia di tornare... strana gente gli speleologi.

Le ultime luci ci lascianoalle auto, scende la sera e mentre ci cambiamo, solo delle mucche e un toro, per fortuna tranquillo, ci compatiscono.

Poi via, saluti, abbracci, e fra l'addio, un arrivederci.


Partecipanti: Damiano, Carmelo, Nemo, Simione, Gianluca, MarcoV.

Notizia e foto di MarcoV.

Pizzo Carbonara 24 maggio 2008

Eccoci qua...
Finalmente arriva il giorno della famosa uscita didattica del neolaureato che farà chiarezza sulla vegetazione delle doline di Pizzo Carbonara!

All'escursione partecipiamo in 11, quasi tutti ben allegri e gioiosi.

Da Piano Battaglia si va su attraverso il Vallone Zottafonda.
Tra le varie "socirate" di Parlamento e NicNac, stranamente si ode parlar di piante!
e chi ci è mai stato abituato? boh, cose strane.

Si arriva nella prima dolinae scrutando bene, si vedono parecchie sagome di cercatori di funghi.



Si parla, si spiega, come sempre ci si prende in giro, si scattano foto... e poi si continua la salita verso Piano della Principessa... dove ad aspettarci ci sono due suini (non dei nostri), che chiaramente osservando con sdegno gli elementi che arrancano, scappano via schifati.



Da Piano delle Principessa, tappa obbligata.. la Neviera. Restiamo lì a pranzo, fra formaggi, panini, fionde e cince secche! nuova scoperta ornitologica di !



Esaurite le scorte, si decide di puntare in vetta, verso la cima del Carbonara, seconda vetta della Sicilia.
Arrivati in cima lo spettacolo è grande, anche se un pò di foschia, non ci fa ammirare il panorama in pieno.





Piccoli minuti di silenzio, ognuno elabora per dei secondi il suo percorso, chi è salito, chi è sceso tanto, chi resta in quota...e poi via, foto di gruppo, e verso lo Scalonazzo per la discesa.
Il Carbonara ci regala ancora le doline allineate della Principessa e poi il panorama verso Cozzo Piombino e piano del Formaggio.

Bella passeggiata...
Salutiamo i ragazzi di Petralia splendidi come sempre e ci dirigiamo verso il rifugio Tropea per la necessaria arrostuta.



Altra esibizione di bravura! non solo le piante, ma anche ai fornelli Simione fa la sua figura... certo il fuoco si abbassa, eper farlo riprendere il fiatino a mezzo polmone dell'eletto cuoco non basta... ma alla fine tutti sazi, lordi e stanchi restiamo soddisfatti.





Una parte del gruppo va via, li aspetta la strada verso Palermo. Gli altri invece concludono la serata con un'ottima grappa bulgara, e poi a nanna, nel sacco a pelo...




Partecipanti: Salvatore, Eleonora, Filippa, Ceres, Xò, Stokka, NicNac, Simione, Gianluca, Carla, MarcoV.

Notizia di MarcoV.
Foto di Ceres e MarcoV.

mercoledì 21 maggio 2008

Pietra Selvaggia 18.5.08

Con l'escursione nella grotta "Abisso delle Pietra Selvaggia" si sono conclusi gli incontri sulla speleologia 2008.



Il programma prevedeva di arrivare fino alla base del pozzo "20+20" e così è stato per tutti.
Si è quindi affrontato il primo pozzo d'ingresso, il pozzo strettoia e prima di scendere nel "20+20", la "famigerata" strettoia...


lunedì 12 maggio 2008

Zubbia Camilleri maggio 2008

Giro di boa degli Incontri sulla Speleologia.

Sabato, ultima palestra di roccia, dove ci si è potuti sgranchire le gambe e perfezionare tecniche di salita e discesa su sola corda.
Si è anche visto come effettuare il soccorso su corda di un infortunato... certo chi ha fatto la dimostrazione era un appesantito... ma in ogni caso, con le giuste tecniche tutto è andato al meglio!



Domenica in grotta.
Quest'anno abbiamo scelto la Zubbia Camilleri, meravigliosa grotta nei gessi, scoperta dai nostri amici di Ragusa, che attraverseremo dall'ingresso nella dolina, fino alla risorgenza.
Qualche piccolo problema organizzativo è nato per dei ritardi!!! e delle soste per la benzina... che sarebbe il caso di fare prima della mattina dell'escursione... ma anche questi piccoli intoppi non ci fermano.

Arrivati a Cattolica, ci ritroviamo tutti, e via verso la grotta.

Nell'ampio e comodo parcheggio ci si inizia a preparare, si danno le ultime indicazioni e per meglio muoversi all'interno di ci divide in piccoli gruppetti... chiaramente ognuno con il suo nome.



In ordine progrediranno quindi i gruppi:
"bitume", poi "manc'a morti 'nn'ammazza", "beddi miei" e per finire "Stokka e 'ngniutti"...

All'interno della grotta la progressione fila che è un piacere, tranne piccole soste per controllare lo stato degli armi, e qualche piccolo scontro a "fango"... cose che capitano!



Dai rami inattivi, ricchi di bellissime morfologie, si scende quindi fino al ramo attivo, attraverso gallerie, cunicoletti, pozzi tra i quali il meraviglioso pozzo degli anelli...



Nel ramo attivo, nei meandri percorsi dall'acqua, molti ne approfittano per dare una sciacquata all'attrezzatura... e non solo! c'è chi si è pure lavato la coscienza!
Insomma più o meno succede di tutto, tra agguati al buio, docce fredde, fino ad un'esibizione di tuffi!
Poi verso l'uscita, chi dal pozzo chi dal sifone della risorgenza...

venerdì 9 maggio 2008

Seconda chicca maggio 2008

Passatempi, poco elettronici degli speleologi...




Grazie Ceres!

Prima Chicca maggio 2008

Omaggio al signore degli Anelli...



Incomparabile Ceres...

martedì 6 maggio 2008

Rassegna cinema e Montagna

Vi segnaliamo l'iniziativa della Uisp, che organizza con varie collaborazioni, una rassegna del cinema & montagna.

La rassegna farà tappa anche a Palermo giovedi 8 maggio e venerdi 9 maggio presso la Sala Riunioni ex-Magazzino delle Ferrovie, in via Filippo Parlatore, 71.

Gola Secca - Incontri

Come da programma si è svolta l'escursione a Gola Secca, splendida forra delle Madonie.





Tutti gli iscritti hanno affrontato i vari salti che la gola offre, godendo della tranquillità e della bellezza del posto, restandone anche loro rapiti.

Palestre

Partiti gli Incontri sulla Speleologia per studenti e laureati della Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Oltre che la parte teorica, gli iscritti hanno affrontato le prime palestre di roccia, vincendo i loro timori e dando una risposta alla domanda: "ma chi me lo ha fatto fare ad iscrivermi?"





Come sempre le palestre si sono svolte nella splendida cornice di Sferracavallo.

lunedì 28 aprile 2008

Krubera

Per chi volesse fare un giro dentro al grotta ad oggi più profonda al mondo...

http://ngm.nationalgeographic.com/ngm/0505/feature4/multimedia.html


Altre informazioni le potete trovare su

http://network.speleogenesis.info/news.php?news_id=12

martedì 22 aprile 2008

Incontri sulla speleologia


Sono partiti gli Incontri sulla speleologia 2008, organizzati dal nostro gruppo speleologico, in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geodesia dell'Università degli Studi di Palermo.
I 20 studenti della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. iscritti, seguiranno unpercorso formativo composto da incontri teorici ed attività pratiche.

venerdì 18 aprile 2008

Grotta delle Meraviglie 6.04.08

Partenza da Palermo alle ore 8.30, direzione Cefalù, previa sosta a Bagheria.
Appuntamento sul posto con Vincenzo..(..che presto avrà un soprannome!) e subito ci si cambia e ci si prepara all’avvicinamento. Illuminati da un caldissimo sole e dagli occhi dei turisti curiosi cominciamo la comoda scalata della Rocca che ci porterà alla meta… un posto incredibile da cui si gode un fantastico panorama, un posto comodo…, troppo comodo.., ed io che nel frattempo penso “che carino... si arriva in grotta facendo le scale... mmm... ma a che caspita ci servono ‘ste corde che ci trasciniamo dietro allora??” Ed ecco che raggiungiamo la vetta della Rocca... e la grotta dovè?? Ovviamente sotto di noi.


Ed ecco rivelato il mistero delle corde! Ci aspetta una graziosa traversata su un versantino poco affidabile. Ma tanto ormai si sa, se qualcuno deve farsi male non mancano occasioni. La giornata è ancora lunga!
La nostra fantastica guida, quella che ancora non ha un soprannome, si fa strada tra la sterpaglia provvedendo anche alla sistemazione dei traversi, e affidandoci a lui, e a dei fantastici chiodi che risalgono probabilmente alla prima esplorazione di questa grotta (non c’è motivo di cambiare qualcosa che fin ora ha funzionato così bene!) raggiungiamo la tanto desiderata Grotta delle Meraviglie!

Ci aspetta un bel po’ di lavoro, quindi cominciamo subito con un’esplorazione veloce delle prime sale sparpagliandoci e facendo qualche foto. Sembra proprio un posto adatto a me, basta respirare per rompere qualcosa! Tra l’infinità di eccentriche che ci circondano e l’infinità di foto fatte non ci rendiamo neanche conto del tempo che trascorre!








Nonostante la grotta non sia di notevoli dimensioni, tra foto e cazzeggio si fa veramente tardi, considerando che correvamo anche il rischio di restare chiusi alla Rocca passato l’orario limite. Si decide quindi di tornare e di fermarsi all’ingresso della Grotta, da cui si ammira un fantastico panorama, e di gustarsi le tanto acclamate frittatine delle Stokka! (..per chi non lo sapesse la loro fama ha raggiunto anche Cefalù!). Dopo la breve, ma intensa, pausa siamo pronti alla sempre più graziosa traversata che ci riporterà in cima e poi la rilassante discesa fino alle macchine!
Un po’ di tempo per cambiarsi, cazzegiare e si decide quindi di andare a prendere un gelato al lungomare e di andare a fare un giretto in fuoristrada. Ecco cosa succede a programmare le cose!!




Ignari di cosa stava per accadere, ci divertiamo a ricordare alcuni episodi di vita passata, in particolare quella della Stokka! L’affermazione che più ci colpisce proviene da Marco L. il quale, ignorando il fatto di essere un uccellaccio del malaugurio, dice: “Ma vi ricordate quando la Stokka è stata in ospedale… in effetti è tanto che non ci va…”.
Non avendo il minimo sospetto sulle capacità sovrannaturali di Marco L. proseguiamo il nostro giro, ci gustiamo il nostro fantastico gelato in spiaggia, ed ecco che accade qualcosa, qualcosa che mai nessuno avrebbe immaginato, qualcosa che è riuscita a cambiare la storia, almeno per un po!! Improvvisamente la Stokka diventa “La Stokkata”!
Approvato il fatto che qui c’è qualcuno che porta sfiga, e qualcun altro che agisce per lui (vi ricordate chi è che in questa storia non aveva avuto ancora un soprannome??), un semplice sgambetto si trasforma in una distorsione al mio ginocchio destro con conseguente caduta a terra e presa per il culo da tutti che ovviamente non avevano capito un caz!
Ma quale migliore occasione è quella di farsi male in compagnia del Soccorso Alpino! Mica è da tutti! Operativi come non mai NikNak e il nuovo soprannominato “Stokka la Stokka” corrono a prendere le macchine, mentre il gemello ingegnoso di Marco L. provvede alla realizzazione di una stecca con una foglia di palma e dei cordini in kevlar! La nostra giornata si conclude quindi al pronto soccorso di Cefalù, da cui usciamo veramente stanchi ma anche affamati! Il tempo di una pizza e dei ravioli alla Cernia di quel porco di Topolino, e si torna a casa!

Notizia della Stokka(ta)
Partecipanti: Marco L, GiGina, NikNak, “La Stokkata” e “Stokka la Stokka”.

P.S. : Un ringraziamento sincero a tutti x quello che avete fatto e per essermi stati vicino! Tornerò presto tra voi, magari ancora più Stokka di prima! Grazie!
..è proprio vero che mancu a morte n’ammazza!

venerdì 11 aprile 2008

Scavo alla Paleorisorgenza Monte Conca 6-4-08

L’appuntamento è, al solito, alla rotonda di via Oreto alle 8. Indovinate un po’ chi è in ritardo? Nemo dopo mezz’ora buona si arricampa, la notte per lui è stata lunga e togliersi tutto il fondo tinta sicuramente non lo ha aiutato ad andare a letto presto. Comunque sia, si parte.

Presenti all’appello: Io, l’Anguilla del Civico, u Spinciunaro, Nemo e sei caldarelle. Arriviamo alla risorgenza verso le 10 e dopo un ora siamo sotto parete e iniziamo a salire. Il programma per la giornata è quello di avanzare nello scavo del cunicolo di destra, attrezzare una specie di teleferica per portare via le caldarelle senza rimetterci le ginocchia e magari riuscire a vedere se esiste una continuazione. Nell’ordine saliamo: Io, Giovanni, u Spinciunaro e Nemo.


I primi due ripuliscono la parte iniziale del condotto, togliendo tutte quelle pietre appuntite che fanno tanto bene quando si striscia di panza. Gli altri due invece scavano nel cunicolo di destra, iniziando col togliere il bordello che ho fatto l’ultima volta e cercando di avanzare il più possibile. L’idea della teleferica è irrealizzabile, tetto troppo basso (anche se vedremo in seguito di abbassare il pavimento), così il materiale d’armo resta inutilizzato.

Già da subito si presenta il problema dello scarico del materiale. Dove si butta? Di sotto? Decidiamo che non è cosa saggia, il detrito che si accumula potrebbe franare su qualcuno che si reca alla risorgenza per campionare e siccome alla salute dei membri del gruppo ci teniamo, per adesso si tiene dentro, poi si vedrà.

Arriva ora di pranzo e il buon Spinc ci delizia con una sorpresa molto gradita, se non per chi aveva pensato di mangiare i soliti panini; dopo il primo l’immancabile thè, ma come capirete dalla faccia di Marco, manca lo zucchero e il limone e poi anche la frutta.

…Gozzoviglio…

Dopo un po’ sentiamo voci di persone venire dall’esterno e ci accorgiamo che Vincenzo è impiegato in una visita guidata con un gruppo di turisti. Ci buttiamo una voce e si torna al lavoro. Nemo e Spinc sono avanzati di un paio di metri e adesso lì davanti a me c’è un montarozzo di terra che non permette di vedere oltre (non è quello del filmato dove c’è la palettina). Lo spazio tra tetto e letto è di circa 20 cm, troppo poco per passare. Con la mitica palettina della Brunner in un’oretta spianiamo il montarozzo e arriviamo a vedere oltre. A differenza dei depositi precedenti, molto sottili e polverosi, quello appena tolto era più sabbioso e molto meno pulvirulento. Distintamente sento tirare aria verso l’interno della grotta, cosa che u Spinciunaro usa a suo favore per disperdere nell’aria, già abbastanza rarefatta, le sue armi batteriologice; ed è il povero Nemo a scoprire gli effetti di queste tossine (vedere per credere) sul cervello umano.

Il buco è ancora stretto, il caschetto mi ingombra, così lo tolgo e col frontale in mano mi infilo per riuscire a vedere oltre. Vedo due vie, a sinistra e dritto davanti a me. Il punto limite è la famosa balata, dopo di essa mi sembra di vedere che si continua per una paio di metri, ma il buco si è ora ristretto a circa un 30 X 20.

…Siamo a -690 metri dalla meta…






Usciamo verso le 17.30 e per le 19 siamo in viaggio. Viaggio che sarà anch’esso un insieme di scoppiettanti estrernazioni da parte ru Spinciunaro, annusare per credere.

Alla fine di questa uscita si decide di fondare un nuovo sottogruppo; dopo le Speloseghe e Speleopanze ora è nato il Sottogruppo Speleologico Talpe del Conca (prendendo spunto dal Gruppo Speleologico Talpe del Carso). Chi si vuole unire è sempre ben accetto, ma si dovrà guadagnare le mostrine sul campo…

Notizia, foto e video di Gebedia

Partecipanti: Juan Anguila de el Civico Coimbra de la Coronilla y Azevedo, Nemo, U Sfincinuaro (ver. Fave di Fuca) e Gebedia