lunedì 25 gennaio 2010

Brigghi c'è sempre un innopportuno 24-01-10



Appuntamento ore 9.30 a casa di
Ore 8.55 La 106 parte dal capolinea, prendo giulia, poi ci dirigiamo a cruillas per prendere un paio di claudii. Arriviamo in piazza a cruillas e cominciamo a vagare per le stradine infognate del quartiere cercando una fantomatica via CL...
Dopo 15 minuti di ricerche, piccole discussioni con autisti autoctoni del quartiere, arriviamo in via CL 15, chiamiamo i claudii:-siamo arrivati! e loro:- no! noi siamo giù e voi non ci siete... Erano in via CL pure loro, ma tipo alla 31.
Chiarito tutto li troviamo in piazza...
Ore 9.25 partiamo da cruillas per prendere martina che è al tabacchino.

Prima telefonata a piero -ritardiamo di 10 minuti-

Arriviamo da martina e si decide di prendere un caffè, e fare colazione.
I fumatori si fumano la loro sigaretta post caffè.
Ore 9.45 partiamo da palermo.
Arriviamo a bagheria e la 106 stranamente decide di non prendere la solita e già conosciuta strada, ma di "tagliare per fare prima", ma il tentativo non va a buon fine. Ore 10.15 Seconda telefonata a :- siamo a stanta flavia, da un tizio che vende legna. -Ma come cazzo siete arrivati li? ora vi vengo a prendere
Malgrado tutto piero arriva, si arrabbia un po ma nulla di che!
Compriamo il pane, prendiamo il cane ad altavilla.
sembra non alterarsi, ne inopportunarsi... boh!
Arriviamo, posteggiamo, facciamo gli zaini e comincia la via crucis.
Per arrivare ai brigghi c'è una bella salitina scivolosina, piena di ddisa che nasconde tanti bei buchini!!! L'imprecazione qua ci sta tutta!
Mentre saliamo assistiamo ad una bella via crucis in cui ziulia a Pampers cadono più e più volte come il famoso... quello del film di mel gibson.
Dopo un'oretta arriviamo sotto parete, e ci mettiamo tutti i caschi e ci dirigiamo verso l'ingresso della grotta.
Si è fatto già mezzo giorno e piero non si è lamentato ne inopportunato!!!
Non è ancora il 2012 mhh, e se i Maia si fossero sbagliati di un paio di anni... mhh...
Malgrado il forte ritardo mangiamo allegramente tutti, anche u canuzzu, ci cambiamo ed entriamo.


Dopo un ingresso strettino si presentanto davanti a noi dei grandi saloni, grotta caldissima e tutta orizzontale, devastata dalle scritte, la sua semplicità tecnica l'ha messa a portata di tutti, che non avendo altro da fare l'hanno devastata. Arriviamo allo scopo dell'uscita, una risalita.



Piero prova ad arrampicare, è facile, ma per non rischiare mi torna in mente una tecnica insegnatami dal mitico MarcoL. speleo dell'oltre Tirreno il bolina lanciato!
Dopo 15 minuti di tentativi riusciamo a prendere una stalagmite e Piero sale, poi arma decentemente il pozzo salgo anch'Io con i bloccanti.
Chiude?
No!
C'è una strettoia s'infila... c'è ne un'altra!!! si infila... continua!!!
Un ramo parallelo a quello di sotto?
Allora io scendo a controllare, grido grido... ma niente non si collegano... anche se questo ramo termina con una frana... e un buchino ma io non ci entro, troppo stretto.
Allora risalgo strettoia... continua! Strettoia... continua, anche se ogni volta mi giro e trovo scritte, che rovinano un po' il momento della scoperta!
Continuo rametto in arrampicata, strettoia, strettoia, la grotta si rivela veramente molto bella, troviamo un pozzo!
Mentre lancio pietre torna, era andato avanti la grotta continua ancora per molto!
Nella foga dell'esplorazione abbiamo perso la cognizione del tempo, torniamo indietro e nell'ultima strettoia:- bat bat bat bat, ma che cazz! Un pipistro in strettoia mi voleva dare un bacino mi sa, e sbatteva le sue aluzze sul mi faccino (oppure una nuova forma di innopportunismo chirottero). Un po' di paura con una mano lo prendo e lo spingo fuori dalla strettoia con tutta la delicatezza che mi permetteva il terrore del momento, pensando poverino è speleo anche lui!
Usciamo dal ramo nuovo, per noi, andiamo dagli altri che erano all'ingresso a giocare con il cane. Si è fatto tardi, scendiamo.
Ci cambiamo subito fuori, i pantaloni tutti infangati dalle strettoie, che bello!
dolori nelle ginocchia e un po' nei gomiti... solo uno speleo può gioire di questo.
Scendiamo e di nuovo via crucis... ma questa volta si cade molte volte, di più di quello... vabbè avete capito.
Arrivati in macchina, pane, salame, una focaccia con cipolla vino rosso e sfogliatine e te caldo!
Fine di una splendida giornata passata tra natura, fotografie, un po' di speleo, e amori interraziali.

Notizia di Nemo
Foto di
Partecipanti: Nemo, Xò, Marty Sfincia, Claudio, Pampers, Ziulietta, Milo u can'i piero

martedì 19 gennaio 2010

Pozzo Sbanduto (La Repubblica Dei Banana)

E Fu così che, in data 17/01/2010, Via Ernesto Basile si riempì di sterco…

Appuntamento ore 7.30 di fronte l’ingresso dell’ università; il tempo di accucchiare tutti i superstiti e si parte per recuperare Sandro in quel di Altofonte.

La valanga di fango che sommergerà la contrada Rebuttone è composta da: Miglio, La Stokka, Ciccio (speleo-mulunaru), Padre Ciolla, Il Principe, CCC, Sandro, Pieeero e Claudio. Dei nove qui elencati solo 7 esploreranno la cavità ipogea (detto cosi sembro quasi serio…) mentre Claudio e Piero opteranno per un giro fotografico!

Intorno alle 9.00 la compagnia arriva in loco e, dopo essersi resa conto che la strada è impraticabile per via di simpatiche catene apparse dal nulla.., decide di proseguire “scaippuzze” mentre gli zaini vengono scarrozzati da Jimmy (noto facchino speleo) fin dove possibile!

Così inizia la salita…

l’avvicinamento si rivela piacevole e non troppo faticoso, la vegetazione rigogliosa rende il posto mistico quasi da film…

ma rende anche molto difficile individuare l’ingresso della grotta… e allora gira..gira..gira finchè non si sente la voce di Ciccio: “Ho trovato il tubo” (ex tubo dell’acqua inglobato nella vegetazione che adesso si trova sospeso a circa tre metri da terra…), e dopo un po’:“Eccola, l’ho trovata” , girandosi verso Miglio e dicendo “Pirla ci passasti i ravanzi e mancu a viristi!”.

Ci si raduna tutti davanti l’ingresso e si da inizio al rituale della “Vestizione”…: “Gregò ma unni i pigghiasti ddi mutanni o meiccatino ri fro...?”, “Emì ma dda tuta a trovasti nnu cassonetto?”…

Il rituale dura per circa un ora dopodichè ci si organizza per scendere. La Stokka si avvia per prima ed inizia ad armare…

dopo un po’ urla: “Pipistro” (e Piero entra in fibrillazione!) . Arriva il libera e scende Sandro… libera! Tocca a Gregorio… libera! Il Principe… libera! CCC… libera! Miglio… libera! Ciccio…

e tutti insieme bagnati da un costante, ma quasi piacevole, stillicidio si sprofonda in quel pozzo quasi senza fondo (80 metri) verso la nuda roccia coperta solo dal fango, verso quel mondo parallelo che vive sotto di noi e nel quale noi siamo solo passeggeri, il quale esiste vive e si evolve da molto prima che noi come genere umano venissimo anche pensati… lo spettacolo che ci si para davanti è indescrivibile...

Ci si diverte a girare in quella sala, tra crolli, ammassi di detriti, stalattiti, stalagmiti, colonne, laghetti, cunicoli e chi più ne ha più ne metta, tra chiacchiere foto babbio e schiticchio si sta un po’ lì...

ma i Cannoli di Piana chiamano… e così dopo non molto si ricomincia a salire… rispettando lo stesso ordine tranne che per Padre Ciolla il quale vince una bella disarmata!

Croll e maniglia, croll e maniglia e piano piano i frazionamenti passano uno dopo l’altro, mentre cominciano a sentirsi le voci da fuori…(ovviamente di Piero, ed ecco finita la misticità!).. si vede la luce… si sente l’aria fresca…Un ultimo sforzo, gli ultimi centimetri di corda e poi… poi delle mani con dei guanti verdi ti tirano fuori e tu piangi e respiri per la prima volta…

un po’ come nascere, ma forse è solo un mio modo di vederla chissà…

Verso le 14.00 siamo gia tutti fuori manca solo Gregorio… che dopo un po’ arriva e alla sua maniera (ruttando e rumoreggiando), si annuncia ed esce, “come una “graziella”

(un'elegante bicicletta pieghevole destinata a rivoluzionare per oltre vent'anni il mondo delle due ruote) dice Piero! Ci si sveste, ci si cambia, ci si rifocilla mangiando e bevendo e dopo un po’ di babbio (il quale non manca mai… e non deve mancare mai) si comincia a scendere verso le macchine. E’ bello guardarsi dietro e vedere quanta strada si e fatta e dove si è arrivati. E con questi pensieri in testa si arriva giù, ultima foto di gruppo e via verso Piana degli Albanesi dove ci aspettano i fantastici cannoli, il caffè e il nostro amatissimo e immancabile babbio. Sono quasi le 16.30, è ora di tornare verso casa. Finisce così anche questa avventura…

Alla prossima!

Partecipanti: La Stokka, Ciccio speleo-mulunaru, Miglio, Padre Ciolla, CCC, Sandro, Il Principe, Piero e Claudio

Notizia di: Miglio

Foto di: Piero e Sandro

martedì 8 dicembre 2009

Seminario sul carsismo nei gessi di Almeria (Spagna)

Nell’ambito delle attività didattiche del Dottorato di ricerca in Geologia, il Prof. José María Calaforra Chordi del “Departamento de Hidrogeología y Química Analítica” Universidad de Almeria (Spagna, terrà un seminario su:



Singular features of gypsum karst speleogenesis from the example of the Sorbas Karst (Spain)



Il seminario si terrà venerdì 11 dicembre 2009 alle ore 15.30 nell' Aula D1 del Dipartimento di Geologia e Geodesia dell'Università degli Studi di Palermo, in Via Archirafi, 20, (primo piano).

Per tutti gli interessati, l'ingresso è libero.

domenica 22 novembre 2009

Grotta dei laghetti - 22 Novembre 2009

Appuntamento sotto casa di Ceres ora 9.30, ma per un piccolo problema del mio cellulare, viene spostato alle ore 10 (un mi suonò a sveglia). Ci sistemiamo in macchina e via verso Belmonte per la grotta dei laghetti.



Arrivati ci vestiamo e iniziamo ad incamminarci alla ricerca della grotta; una volta trovata, spetta ovviamente alla sottoscritta armare l’unico pozzo esistente. Dopo un breve ripasso dei nodi e la grande pazienza di Sirmione, senza troppi problemi riesco nel mio compito. Una volta dentro attendo l’arrivo dei miei masculi e fin da subito la grotta ci delizia con le sue concrezioni e tanti animaletti simpatici (scarafaggi e ragni giganti, ma anche pipistrelli).



Proseguendo incotriamo un meraviglioso laghetto dove non so per quale miracolo divino, andata e ritorno, la sottoscritta non finisce “ammollo”. Tra allegre battute e calma assoluta proseguiamo la visita di questa grotta a dir poco favolosa. Ci ritroviamo in una saletta che a prima vista sembrerebbe non proseguire da nessuna parte, fino a quando i miei occhi non notano un buco che mi da l’impressione di condurre ad un’altra saletta.



A questo punto Ceres decide di dare un’occhiata e con non poche difficoltà riesce ad entrare dandoci il via libera. Arrivati alla fine dopo esserci intrufolati ormai davvero ovunque decidiamo di fermarci per fare qualche foto. Dopo gli scatti la fame inizia a farsi sentire così salutiamo questa piccola meraviglia e iniziamo ad uscire. Una volta fuori dopo esserci cambiati e rifocillati nuovamente, facciamo strada verso casa.



Notizia di: Ponzio
Foto di: Ceres
Partecipanti: Ponzio, Simone, Ceres.

mercoledì 11 novembre 2009

l'8 marzo è lontano ma... c'è chi si prepara!!! e balla, balla

credo che commentare sia inutile, ma i semi piantati danno i loro frutti...

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domenica 8 novembre 2009

Grotta Pietrazzi 7 Novembre 2009

Arriviamo “con molta calma” all’appuntamento, il tempo di una colazione e poi via a cambiarci. Un primo gruppo, capitanato dal sottoscritto, si avvia per prendere dei punti col GPS, approfittandone per fare un giro esplorativo alla ricerca di pittusi nei dintorni, ma niente di chè. Sarà per la prossima. Il secondo, con alla testa Piero, si avvia verso verso la grotta Pietrazzi, “seguendo il sentiero”.

Entriamo e cominciamo a scattare qualche foto lungo la pietraia che si diparte dal salone iniziale (premetto che eravamo in tanti ed ero scazzato), la discesa continua.




I moderni Prometeo si avviano verso il fondo lasciandosi alle spalle una incredibile varietà di forme: vele, stalattiti, stalagmiti, cannule, eccentriche e concrezionamenti vari. Ci muoviamo quasi danzando all’interno della cavità, stando attenti a non fare passi falsi; poggia il piede lì … sta attento là … non toccare quello … afferra qui … opposizione … scendi … arrampica e siamo al primo salone. I fedeli servi del dio Carburo hanno fatto un buon lavoro, adesso il salone principale si illumina a giorno con le nostre fiammelle. Per chi non c’è mai stato è uno spettacolo e per chi la conosce è una piacevole sorpresa rivederla e scoprire sempre nuovi angoli con forme di rara bellezza.




Breve sosta per il pranzo e poi si continua a scattare nella zona laghetto. Dopo si passa a esaminare un piccolo pozzetto formato da blocchi di crollo contro parete, questo sembra arrivare al fondo (così poi era), ma le pareti sono molto precarie e quindi abbandoniamo subito l’ambiente.




Qualche prova di illuminazione con le nuove Supernove gentilmente prestate dalla regia e via verso l’uscita, ci guadagnamo la luce intorno alle 15. Tutta la tranquillità dei momenti precedenti non poteva presagire quello che stava per accadere…




Piero cerca di sbanniare la tuta a Emilio (alla vecchia maniera), ma non avendo calcolato la sua maggiore grandezza e forza poco dopo si ritrova a terra con una mossa che farebbe invidia ai più blasonati lottatori di wrestling.

Napo 1 – Xò 0



Notizia e Foto:
Ceres
Partecipanti:
Ceres, Il Principe, Tutina, Xò, Tappina, NapOrsoCapo, Sfincionella, Padre Ciolla

domenica 1 novembre 2009

Abisso della Pietra Selvaggia 31-10-2009

Appuntamento ore 8:00 alla fontana davanti l’ acchianata di Santa Rosalia, radunato il gruppo ci dirigiamo verso Pietra Selvaggia.Terminata la vestizione inizia la transumanza verso l’ingresso della grotta, Nemo decide che il primo a cimentarsi nell’ armo sia Ale Alpino, intanto la nostra attesa viene allietata dalle ammalianti, ma soprattutto fragranti arie del buon vecchio Sfincio.Iniziamo la discesa, tocca al povero Alfredo l’ arduo compito di armare il pozzo strettoia…una breve attesa e via verso l’ incredibile mondo angusto; come in molti sappiamo : a scinniri tutti i santi aiutano…Superato il p20+20 ci aspetta la solita sosta rifocillo, qualche indecisione e il gruppo si divide; la sottoscritta in compagnia di Nemo, La Capra, Tutina e Gregorio decidono di continuare la discesa dalla via dei pozzetti, mentre gli altri iniziano la risalita.Arrivati al fondo, con grande altruismo Nemo offre la sua fonte di forza, come per Super Pippo le noccioline, per noi speleo la frutta secca!Si è già fatto tardi, recuperate le energie iniziamo la risalita, la stanchezza si fa sentire, Gregorio nel disarmare si arma di grande pazienza nel sopportare la sottoscritta, arriviamo finalmente tutti al primo pozzo, dove troviamo un minaccioso essere infreddolito e colmo di rabbia…”Ma quanto minchia ci avete messo?!?!”Povero Alfredo, la sua lunga attesa lo ha reso un pericoloso gremling!Non ci si crede, finalmente siamo giunti alla fine di questa lunga giornata, esausti, ma forse anche soddisfatti.A rallegrare il tutto, un simpatico incontro…una volpe, che ha avuto il piacere di terminare i nostri lauti pranzi.


Partecipanti: Nemo, tutina, samantha, gregorio, Mauro la capra, ale alpino, oriola, sfincia, ponzio, pampers, laura, marty

lunedì 26 ottobre 2009

Abisso del vento. Sabato 24 ottobre 2009

Minchia acqua!


Ecco, questa esclamazione potrebbe racchiudere in se tutta la relazione senza bisogno di aggiungere altro.
Appuntamento solito alla rotonda di via Oreto alle 7.30 e come al solito qualcuno per qualche motivo ritarda; si parte alle 8 circa dalla rotonda, poi a Baària a prendere Greg e poi via verso Isnello. U squatruni è formato da: me ovvero Mauro (già conosciuto come La Capra), Nemo, Gregorio, Il Principe, ClaudioCCC ed AleAlpino.
La situazione meteorologica non è delle migliori, perche già nel tragitto in macchina cadono dal cielo “cati r'acqua”, cosicchè dopo aver passato i felici comuni di Campofelice di Roccella (con le sue strisce pedonali bianche e rosse) e il santissimo Collesano col suo mitico bar, arriviamo a Isnello e qui iniziano le prime difficoltà quando la 106 di nemo non vuole saperne di camminare su una stradella di campagna diventata fango e allora nemo stesso ordina a me e greg di trasformare la 106 in una 4WD: “scinniti e ammuttati!”. Con 15 cavalli e 2 cristiani la 106 supera anche questo ostacolo e ci porta laddove al freddo e al gelo ci cambiamo per salire e finalmente entrare in grotta al suon di frasi tipo “tanto dentro le grotte mica piove!” (10.00 del mattino).
All'entrata in grotta notiamo subito uno stillicidio abbastanza potente, ma il bello doveva ancora venire. Il primo pozzo lo arma Gregorio che se la cava abbastanza bene, e quindi giù verso Loola Palooza (o Ucca lamma che dir si voglia) che sarebbe la nostra destinazione ideale.


Arrivati ai laghetti lo stillicidio si fa imponente e i suddetti laghetti sono stracolmi d'acqua tant'è che neanche possiamo visitare l'ultimo laghetto a meno di non farci un bel bagno nell'acqua ghiacciata che era abbastanza alta. Ma il meglio arriva nel pozzo P35 che pare diventato un


pozzo cascata, nel quale nemo arma un altra campata oltre a quella già armata, e si scende sotto un vero “frocione” d'acqua che ci fa bagnare tutti quanti dalla testa ai piedi con le relative imprecazioni che ne seguono, soprattutto quando al fondo del 35 per problemi di comunicazione CCC e Alpino non capiscono se devono scendere o no e restiamo una bellissima oretta senza far nulla tutti fradici d'acqua a sentire freddo come i becchi. “a sinistra a volo di pipistrello” mi spiega nemo dopo che io avevo perso decenni a cercarli nell'altra sinistra “ma i pipistrelli mica sanno destra e sinistra!”. Scendiamo il pozzo strettoia e poi il Tarzan, anch'esso già armato, nel quale Ale Alpino si cimenta in un altro armo e giù verso gli abissi. I traversi ci riservano le solite emozioni e il solito cagazzo di cadere in quella frattura di cui non si vede il fondo, anche se siamo ben allongiati. Scendiamo il pozzo del ramo nuovo quando notiamo che tra una minchiata e l'altra, morti di freddo per le lunghe attese, s'è fatto molto tardi e dopo un rapido pranzetto decidiamo di risalire, con le solite simpatiche doccette che la grotta veramente china china r'acqua ci riserva! Usciamo morti di freddo (ore 22.30) ma contentissimi per avere visto L'abisso del vento in questo suo altro spettacolare aspetto. E ci siamo resi conto, che in effetti in grotta chiuove, ma no poco!

Ps: le foto, che sono a cura del Principe, sono poche perchè la macchina fotografica dopo pochi scatti ha deciso di lasciarci senza flash (come testimonia l'ultima foto). La ricorderemo sempre con affetto.


Testo by La Capra
Foto By Il principe

Partecipanti. nemo, la capra. gregorio (padre ciolla), alealpino, principe, claudioccc

martedì 13 ottobre 2009

Zubbione della Pizzuta (the long way to the top)

Appuntamento ore 8.00 all’ingresso dell’ università in viale delle scienze, il gruppo è più o meno puntuale “siamo tutti qui?” chiede qualcuno… “no manca Pieeerooo” rispondono!
Così il buon Nemo si incarica di inopportunarlo a dovere, e partono le telefonate… dopo un tempo che sembra interminabile IJ si presenta facendosi notare con un commento che qui non può essere riportato, si parte così alla volta di Piana degli Albanesi con tappa ad Altofonte per prelevare Sandro.
Ore 9.00 circa… la compagnia giunge alla base del monte, dopo una “rapida” vestizione inizia la lunga via per la cima… “arduo è il sentiero lunga è la via così parte la compagnia” il sentiero si presenta alquanto dissestato… “mancu u defender acchiana” dopo qualche tappa per aspettare la Duchessa che arrancava si giunge all’imboccatura della grotta del Garrone, Miglio e Piero si avventurano al suo interno per dare un occhiata, la grotta si presenta con un grande antro e si sviluppa in 2 semplici saloni collegati da un cunicoletto, dopo un breve giro i due escono e si dirigono verso l’obiettivo di questa giornata!
Sali sali sali gira scendi arrampica disarrampica… finalmente scorgiamo l’ingresso (ecco perche nessuno ci veniva da 4 anni).

Arrivati li un attimo di respiro e subito Nemo da ad AleAlpino il gravoso compito di armare il primo pozzo, coniglio, deviatore e uno alla volta tutti giu! Adesso è il turno di Tutina, bolina nella clessidra, strettoia ed ecco che scompare nell’oscurità della grotta e Nemo a seguito, dopo un po’ di schiticchio e un po di babbio arriva il libera, mentre tutina continua ad armare piano piano tutti cominciano a scendere, nella prima micro-sala viene alla luce un teschio di dubbia


appartenenza, che poi grazie al nostro “Collezionista di Ossa” verrà classificato come quello di una “crapa”. Non appena arriva il libera Miglio si avvia verso l’attaccatura del 2° pozzo appena armato da Tutina, nell’attesa del libera tutta tira fuori i suoi appunti plastificati e studia quelle maledette leggi… “libera tutta!” e la discesa continua! Un oretta dopo siamo tutti giu!
Nel frattempo Sirmione ha fatto un giro del salone finale e Miglio e Nemo hanno armato l’ultimo pezzettino, bolina e bolina doppio e giu per facilitare la discesa tutti. Arrivati giù il salone finale è alquanto articolato, concrezioni enormi pendono dal tetto in tutta la loro millenaria maestosità e a confronto ci si sente quasi insignificanti, tutti fanno un giro nella parte più bassa del salone finale e dopo si comincia a tornare verso su, nel risalire la Sfincionella nota un buco un pò elevato all’inizio di un enorme colata, il quale viene inizialmente ignorato, fino alla discesa di Indiana Piero che subito si avventura nella salita di questa enorme colata; l’effetto che dava da sotto era quello di un cetaceo alle prese con una risalita su roccia… “delfino curioso!”. In un modo o nell’altro arriva su e si affaccia in quello che sembra un semplice cunicolo ma gli si para davanti uno spettacolo senza pari, un laghetto interno ornato da candide concrezioni subacquee ed aeree.


Un posto meraviglioso rimasto quasi immacolato (Marunnuzza docet) anche grazie alla sua posizione “strategica”, la reazione di tutti è più o meno la stessa: stupore e meraviglia di fronte a qualcosa di cosi spettacolare, nascosto all’interno di un mondo parallelo e sotterraneo dove tutto scorre più lentamente e il tempo da vita a queste oasi ipogee. Siamo tanti e u cannualu nn’aspietta! Si comincia a risalire, Nemo comunica a gran voce che a disarmare sarà Miglio, cosi ad uno ad uno si và verso l’uscita. Nel disarmo nessun problema cosi alle 17.00 siamo tutti fuori e dopo aver trovato il sentiero inizia la lunga discesa verso le macchine accompagnata da una leggera e piacevole “sbrizziata” montana! Ore 17.30… arrivo alle macchine ci si spoglia ci si rilassa un po’ si sale sulle macchine e si viaggia verso i mitici cannoli chianoti! Lungo la strada ci si ferma e i cavernicoli si rifocillano con le prelibatezze locali, un caffè due chiacchiere e si decide di tornare, con un pò di nostalgia, alla vita di tutti i giorni cosi saliamo in macchina e dritta fino a Palermo.


Notizia di: Miglio e Sfincionella
Partecipanti: Nemo, Sirmione, IJ “delfino curioso”, Miglio, Sfincionella, Duchessa di Arrancasville, il Principe, Tutina, CCC, AleAlpino e Sandro
Foto by: il Principe

giovedì 1 ottobre 2009

Gola secca (The dry throat project)

Oramai classico appuntamento alla rotonda di via Oreto per le 8:00, a causa della riapertura delle scuole arrivo in tremendo ritardo (8:15), insieme a Ponzio e sua altezza reale Emanuele Filiberto, con mio grande stupore vedo un “omino” solitario (Sandro) che quasi ispira tenerezza che si accinge verso noi dicendo che ancora un s’arricampo nuddu!!
Comunque aspettiamo un po’ e il buon samaritano Sandro ci offre un caffè, nel mentre arriva la Duchessa ci sediamo comodamente al fresco e aspettiamo; finalmente arriva il resto dello squadrone alle 8:45 ( Nemo, Giulia, Miglio, Martina e Mauro) e dopo esserci distribuiti nelle macchine si parte.
Mentre Sandro passa da Baaria per raccattare il nostro amato padre ciolla (Gregorio) io e Nemo ci dirigiamo verso il ridente paese di Isnello dove facciamo un breve break per prendere un caffè e 10 litri di bicchieri d’acqua. Dopo aver acquistato le fondamentalissime patatine alla cipolla si và diretti per gola secca.
Gola secca arrivo ore 10:30 circa…
Cominciamo a sistemare le attrezzature, Ponzio chiede del sacco cibo ( ancora non ha capito che il sacco cibo era solo un’invenzione degli istruttori per fotterci i panini) con tutta la mia delicatezza
le faccio capire che si deve arrangiare e si parte per la scarpinata fino al primo pozzo.


Primo pozzo
Mentre si cazzeggia veniamo zittiti da Nemo che ci ricorda le fondamentali regole per effettuare un buon armo in sicurezza, finito prende uno a caso in questo caso la nostra amata Ponzio e le dice lei con la stessa espressione di una a cui hanno detto il patibolo è pronto ricorda a Nemo che ancora non è molto esperta allora tutti noi con l’amore che ci contraddistingue le diciamo dolcemente "AMUNI' SPICCIATI!!!". Una volta armato scendiamo uno alla volta con la tecnica dei 2 moschettoni e il marshard (spero si scriva così).


Secondo pozzo
Qui si cimenta il Principe ad armare con non poche difficoltà per colpa del “lippo” che si è impadronito della forra mentre Nemo arma un'altra campata per scendere in doppia.


Terzo pozzo
Ecco il turno di Emilio, qui troviamo un po’ di difficoltà per trovare un armo naturale per metterlo in sicura, alla fine tra muschi e licheni finalmente si riesce a trovarlo ma Nemo interrompe il suo lavoro per permetterci di scendere in doppia. Mentre attendiamo che scendano Emilio e Nemo facciamo un piccolo campo base dove qualcuno si rifocilla qualcuno va a caccia di insetti ed altri … lasciamo perdere ^_^

Quarto pozzo

Ecco arrivato il mio turno comincio con l’armare un traverso in serie ad un coniglio e inizio a scendere, mentre scendo mi accorgo che la corda tende a stricare allora mi guardo in giro e mi accorgo che più su c’era un fix aaaaaaah maledizione faccio cambio attrezzi e risalgo con intanto i miei carissimi ed amatissimi amici speleo che in coro mi osannavano con parole dolcissime, però n’è valsa la pena perché il buon miglio m’imbocca con dei biscottini, comunque riscendo faccio il frazionamento scendo ancora per farne un altro e poi scendere fino in fondo; nel frattempo Nemo cala la corda per un'altra discesa in doppia.
Fondo del quarto pozzo
Una volta scesi tutti stiamo un po’ a cazzeggiare ma giusto il tempo per ricaricarci un po’ e permettere a qualcuno di espletare i propri bisogni fisiologici. Qui Nemo decide che le donzelle, Emilio Mauro e Sandro si sono meritati un buon riposo e li fa sforrare Mentre io il principe e il buon padre ciolla disarmiamo.
Alla fine del penultimo pozzo ci rendiamo conto che il tempo è passato troppo in fretta perché le tenebre si accingono ad avvolgerci arriviamo per fortuna e con l’aiuto della tikka di Gregorio a disarmare l’ultimo pozzo.
The dry throat project
Oramai le tenebre ci hanno avvolto ed io il Principe e Nemo vaghiamo nel bosco in cerca della strada maestra ( che avevamo sotto gli occhi) dopo un paio di minuti e la mia inutile scalata fino alle pendici della montagna troviamo il sentiero. Finalmente si arriva alle macchine dopo una veloce sistemata si parte verso casa.


Grazie per l'attenzione


Testo di Tutina
Foto di Nemo

Partecipanti: Nemo, Tutina, Ponzio, Miglio, Martina, Gregorio, Principe, Sam, Sandro, Mauro La Capra

Palestra di Roccia a Valdesi 27-09-09

Appuntamento per tutti (tranne che per Nemo) alle 8 lungo le pendici di monte pellegrino, nella famosa parete chiamata valdesi,dopo un breve preludio basato sulla barba svanita di tutina e qualche dibattito culturale alle 8,30 inizia il breve cammino che porta alla parete di duro lavoro di armo e disarmo. Iniziano gli ormai ammaestrati Miglio, Tutina (molto incoraggiante con i suoi camerati) Alealpino, Miglio e il principe Atreius (Filiberto); nel mentre Nemo istruisce i giovani iniziati con nodi di armo e sicura.


Dopo la durevole impresa dei 4 veterani è il turno di Ponzio, Claudio(quello piccolo e agile), me(padre Ciolla alias: Gregorio), Claudia( ma sei malaaato). Dopo che tutti hanno armato e disarmato almeno una volta una campata è tempo per Nemo di tornare a strisciare sulla corda per armare, aiutato da qualche anima in pena , una corda per la discesa in doppia.


Nel mentre Miglio e Alealpino hanno armato un albero per effettuare il salvataggio uomo a uomo, impresa da cui ne sono usciti meno virili del previsto. Dopo che tutti, chi più spaventato chi meno, hanno affrontato la discesa in doppia, si raccolgono tutti i firramienta e verso le due e mezza tre, dopo qualche saluto cordiale(s.ca, n’tè cuoinna e cose varie) ci dirigiamo alle macchine e fine dei giochi!


Notizia By: Padre Ciolla
Foto By: Principessa
Partecipanti: Nemo, Claudio, Claudia, Tutina, Ponzio, Principe, Miglio, AleAlpino, Gregorio