domenica 30 luglio 2006

Monte Conca 23.07.06

La partenza è fissata (tanto per cambiare) al bar di via Oreto alle 7:30. Dato che il viaggio si prospetta lungo facciamo benzina, ma è mattina presto e il dio pagano della tecnologia ancora non si è svegliato, con il risultato che il self-service alla pompa impazzisce e la Stocca ci rimette i soldi della benzina (cosa che verrà discussa il giorno seguente col benzinaio).

Il tempo passa e perdiamo minuti preziosi che ci separano dalla nostra meta. Risolta questa mancanza partiamo in direzione Milena. Le code di macchine sulla statale non ci rallentano più di tanto e grazie all’abilità dei due provetti Siumaker alla guida recuperiamo il tempo perduto.

Arrivati a Milena incontriamo il nostro mentore e maestro di vita "Vincenzo" che ci avverte della sostenuta quantità d’acqua presente nell’inghiottitoio, mossi da curiosità decidiamo comunque di entrare. Sottolineo che noi novizi eravamo con le tute di cotone.

L’entrata nella grotta viene affrontata agevolmente tra i fetori dovuti ai residui organici dei piccioni in decomposizione, sabbie mobili improvvise e fortuiti incontri con volatili.

Si arriva così sopra il primo pozzo passato da tutti con sicurezza. Scesi, di fronte a noi si presenta una piccola cascata; (come ho letto) il saggio dice: prima di passare sotto la cascata ci devo pensare due volte, noi ci pensiamo solo mezza e questa è superata tra imprecazioni e maledizioni varie. Si prosegue in piano verso il secondo pozzo, che viene anticipato essere più “difficilotto” per la grande quantità d’acqua che affluisce in esso.

Gli armatori decidono quindi (per farci un piacere), di montare un deviatore per evitare di scendere sotto un “frocione d’acqua”. Il deviatore un po’ corto crea difficoltà a qualcuno, ma chi più chi meno lo passa, discendendo affiancato (e poi manco tanto) dal copioso fluire delle acque (tanto speranza di uscirne asciutti non c’è né era). Arrivati al fondo di questo pozzo bagnati ma non completamente, la nostra attenzione è attirata dai giochi di luce dei caschi dietro alla seconda cascata.

Passata questa “cascatina” (anche questa volta mezzo pensiero e nulla più) di botto alcuni di noi vengono riportati alla fredda e bagnata realtà (ma cu mù fici fari ù speleologo?). Ci appropinquiamo in seguito alla discesa del terzo pozzo, che mancava solo del via libera delle autorità preposte. Durante il periodo di attesa si cerca di ingannare il tempo con balletti e canzoncine varie (se non per cercare di scaldarsi un po’). Mi sento di fare da portavoce se dico che sentivo nei miei stivali la nascita di un nuovo ecosistema marino e l’inizio di quello che qualcuno chiama piede da trincea. Poco dopo l’Oriola e MarcoN portano il verdetto, troppa acqua e stare bagnati troppo tempo non è cosa buona. L’acqua al terzo pozzo ancora una volta ci tradisce e ci deruba delle nostre aspettative cariche di speranza.

Ormai assammarati, affamati e in regime di semiipotermia si decide di uscire ed è allora che ricordo un vecchio detto: “a scinniri tutti i santi aiutano…”.

La risalita sotto l’acqua è inevitabile ma ormai siamo abituati alla vita dura. Personalmente ero stremato e le forze erano ormai a livelli bassissimi, tanto che per uscire dal primo pozzo ho inventato nuove figure da applicare nei momenti di intimità speleologici, chiedete ai presenti.

Usciti ritroviamo l’ormai dimenticato amico piccione che intrattiene con Giorgia una discussione sul volo battuto in grotta, cosa che comporta in lei una sensazione che alcuni definirebbero: Paura? Spavento? Sorpresa? Noi diciamo solo cacazzo.

Ormai sazi d’acqua e alquanto assetati e disidratati cerchiamo di rifocillarci a dovere e tra un cocco (di cui qualcuno sfruttò anche il latte come abbronzante), panini, mandorle e barrette energetiche sciolte dal sole, ci prepariamo al rientro.

Ma viene fatto notare da qualcuno essere troppo presto e allora, in questi momenti perché non pensare alla collettività, lavando tutti i circa cento metri di corda con sacchi e attrezzature (personali e non) annesse? Così, sperimentando tecniche idrauliche che farebbero impallidire i costruttori degli acquedotti romani qualcuno decide di lavarsi anche la macchina. Il sole è implacabile e gli abbigliamenti che in una civiltà culturalmente progredita vengono definiti normali sono stati abbandonati da tempo dentro le vetture. Dopo circa un paio d’ore (spese quasi tutte per lavare quel maledetto 35 del vento) passiamo a salutare l’indaffaratissimo Vincenzo e via alla volta del bar S. Pietro dove alla meno peggio cerchiamo di sopperire alla nostra mancanza di zuccheri e sali minerali con birra, brioche e patatine.

Qualcuno lì ha fatto pure colpo su qualcuno (non ho sbagliato a scrivere ho detto proprio qualcuno su qualcuno) e cosi tra presunti incontri notturni, battutine sui tre diti e il ricordo della famosa via Sandalo, ritorniamo a Palermo battendo ogni record di percorrenza sulla Pa-Ag intasata dal traffico.

Cosa abbiamo imparato da questa uscita?

1) Mai dire di avere una sorella a qualche membro del gruppo.

2) Quando andate a Monte Conca portatevi sempre un cambio asciutto.

3) Che “ù pilu è bello, ma no nà pasta”.


Notizia di Gebedia

Partecipanti:

Oriola, Stocca, Piero, Simione, Marco N., Giorgia e Ceres e/o Gebedia.

mercoledì 5 luglio 2006

Monte Conca 2.07.2006

waiting Gaetenia

Zubbia Camilleri - Scala dei Turchi 2.07.06

L’orario dell’appuntamento è le 7:30 ed il luogo è sempre lo stesso, mi sa che poco ci manca e ci danno le chiavi del bar così la domenica apriamo noi. Aspettati gli ultimi ritardatari, si parte con destinazione Zubbia Camilleri, una piccola, ma bellissima, grotta nei gessi, non molto lontana da Cattolica Eraclea.

Alcuni dei ragazzi, non ancora bene usciti dalla fase REM (dovevate vederli all’appuntamento!) si ci ri-infilano conciliati dal lungo viaggio e dalla guida cullante dei conducenti.

Arrivati ad Agrigento la fame e la vescica di alcuni, hanno il sopravvento e si va alla disperata ricerca di un supermercato o bar o simile con annesso bagno. Finalmente a Porto Empedocle troviamo un supermercato meraviglioso: aria condizionata, inebriante odore di salumi appena affettati, pizze appena sfornate nel reparto pane, dolciumi e porcherie buonissime di ogni tipo e dulcis in fundo un favoloso bagno, anch’esso con aria condizionata… morale della favola: rimaniamo li per oltre mezz’ora.

Ricordatici dello scopo dell’uscita, torniamo alle macchine e ripartiamo, finalmente dopo un’ oretta si arriva in prossimità dell’ingresso della Zubbia.

Ci si prepara, si effettua l’avvicinamento e verso le 12:00 siamo dentro.

I ragazzi, sopratutto i nuovi, sono subito piacevolmente stupiti dalla bellezza delle morfologie carsiche delle grotte gessose; lo stupore li accompagnerà per tutta la grotta.

La Zubbia sarà percorsa solo in discesa, sfruttando le corde fisse presenti, quindi si uscirà dalla risorgenza.

La prima a scendere è la Stocca che guiderà il gruppo per l’intera uscita, a chiudere io che controllo la discesa dall’alto. Si nota subito come alcuni non siano ancora usciti dalla sopraccitata fase REM, in particolar modo Antonio, che in un solo pozzo combina due minchiate: 1- monta male la corda nel discensore, 2- si allongia ad un deviatore, scambiandolo per un frazionamento…hi hi! Per fortuna gli cafuddiamo quattro male parole e finalmente si sveglia.

Dopo il primo pozzo non avevo ancora visto i naturalisti ravanare in mezzo al fango alla ricerca di ossa, mi cominciai a preoccupare, ma la preoccupazione durò poco perchè dopo un pò sentii i primi discorsi e ancora dopo cominciai a vedere anche qualche ossicino, non avevo scampo ero circondato, quattro dei nove partecipanti erano naturalisti e alla fine anche Antonio è stato contagiato, infatti ha trovato un’interessante mandibola che ho preso x portarla ad esaminare (hanno contagiato un pò anche me).

In un paio di ambienti abbiamo scattato qualche foto.

Scesi tutti i pozzi abbiamo girato le zone basse prima della risorgenza, qui di acqua ce n’era parecchia ed è andata a finire a schizzi e arruciate, vi dico solo che uno col sedere asciutto non è uscito; Giorgia in particolar modo ha incontrato delle strane sabbie mobili… hi hi!

Chiaramente non poteva mancare la ricerca di animali di ogni tipo, in particolar modo è stata fatta amicizia con ragni e rane..


Una volta fuori, arrivati alle macchine, dopo l’immancabile foto di gruppo,

ci si prepara per partire alla volta della tanto sognata "scala dei turchi", ma adesso le cose si complicano ed a causa di uno sciagurato gesto di Antonio, l’allegra brigata sarà colpita da sventure; vi chiederete cosa avrà mai fatto, ebbene si, ha staccato il pupazzo della Pantera Rosa che era attaccato al vetro della macchina, gesto che la Stocca aveva dichiarato essere di malaugurio. Neanche 500 metri di strada ed io buco… il copertone è totalmente fuori uso, ci fermiamo a cambiarlo ed un’improbabile signorina ci da una mano… poi io le do qualcos’altro… hi hi!






Finalmente

dopo un pò di peripezie e giri vari si arriva alle "scala dei turchi", il posto è meraviglioso, Antonio, Cristina I. ed io facciamo il bagno, il sole ormai sta x andare via e decidiamo di goderci il tramonto da quell’angolo di paradiso.








Col buoi torniamo alle macchine e facciamo strada per il rientro, ma prima ci concediamo una breve sosta rifocillante al bar.

Ormai la giornata si volge al termine, ma la Sventura non si è scordata del gesto di Antonio e ci scorta fino a Palermo, è così che lungo la S.S. Pa-Ag ad un cane viene la felice idea di fare una passeggiata al chiaro di luna e chi va a passare da li proprio in quel momento?! La Stocca…!

Per fortuna lo Schumy che è in lei esce fuori e dopo la frenata riesce a controllare la macchina.

Picciotti, non toccate + quella c…o di Pantera Rosa!

Per fortuna arriviamo sani e salvi a Palermo, ma Antonio deve: un copertone nuovo a me ed un paio di mutande pulite alla Stocca.


Partecipanti: Antonio, la Stocca, Cristina, Livia, Pietro, Silviamiao, Rosario, MarcoN, Giorgia.
Notizia e foto di MarcoN

lunedì 26 giugno 2006

Weekend 24,25 giugno 06 - Gole del Cataolo (ME)

E’ passata meno di una settimana e ci si rivede al solito posto, stavolta la partenza è prevista nel pomeriggio di sabato alle 15:00. Si parte alle 15:45 per una svista di Antonio C. che ha dimenticato di comprare il pane… destinazione: Gole del Cataolo (ME), una forra percorsa dal torrente Gualtieri nel versante Nord dei Monti Peloritani.

Carichi come muli inizia il nostro viaggio.

Dopo circa 200 km di autostrada più altri 12 di strade, straduzze e trazzere giungiamo sul posto. Prima fase, sistemazione tende e scelta del luogo destinato al “barbecue”.

Stavolta Antonio si è limitato, soltanto 6 kg di carne tra salsiccia, costate e puntine di maiale più naturalmente lo “spizzulio” composto da olive bianche farcite, olive nere, qualche salamino ecc. ecc. ecc. Ore 19:00 prima passeggiata perlustrativa sul fiume.

Durante il percorso il nostro Rosario, ribattezzato Charles D. per l’occasione, ci invita costantemente ai suoi strani incontri con la fauna selvatica (tartarughe, rane, serpi, granchi d’acqua dolce e altro)!! Alle 20:00 si ritorna alla base e ha inizio la tavolata. Il cibo è buono, il vino anche, l’unico arnese diabolico sul tavolo è una lampada a gas con la quale il sottoscritto inizia una guerra a suon di ustioni e scottature. Unico rimedio disponibile sul luogo una strana erba “curativa” raccolta e consigliata dal nostro Charles D.

Orario imprecisato della notte seconda passeggiata sul fiume, stavolta però in acqua e a piedi scalzi. Terminate le nostre discussioni con rane, girini e granchi torniamo all’accampamento e stavolta per andare a nanna.

L’indomani la sveglia è prevista per le 9:00 ma alle 8:00 siamo già tutti fuori a far colazione. Conclusasi la fase di sistemazione della navetta, si entra in forra alle 10:45.

Contrariamente a quanto previsto entra con noi anche Silvia La Piccola decisa a superare le sue fobie acquatiche.

Superati i primi salti ci rendiamo subito conto che sarebbe stato meglio indossare una muta leggera.


L’unica ad averla è Daniela che per solidarietà, o forse per abilità di Antonio “Brass”, comincia ad alleggerirsi e concedere alla fine un servizio fotografico piccante. L’intero percorso viene compiuto in 5 ore con il superamento di sei salti, cinque dei quali armati sotto cascata data la ridotta portata idrica.




Per concludere, durante il viaggio di ritorno si decide di far tappa a Castel di Tusa dove ad attenderci c’è un bagno al tramonto e una pizza al tavolo di un ristorante.

Partecipanti: MarcoL, Antonio, Daniela, Silvia, Giorgia, Silvia, Livia, Piero, Rosario (Charles), Paolo

Notizia di Paolo.


Weekend 24,25 giugno 06 - M.te Conca, miniere di sale

Tutto inizia venerdi pomergio con la proiezione fotografica di Cesare Mangiagalli, speleofotografo lombardo, nostro ospite per realizzare degli scatti nell'inghiottitoio di Monte Conca, dopo aver concordato permessi e tempi con l?ente gestore della Riserva omonima.
Dopo averci ammaliato con le sue immagini e dopo una lauta cena consumata 'na za Pina, folkloristica vivandiera palermitana, abbiamo affrontato il viaggio per essere già sabato mattina a Milena ed entrare in grotta.
Arrivati verso l'una di notte ci siamo accampati alla meno peggio, dando il via a gradite "runfuliate"!
Sabato mattina, finalmente in grotta... ma a questa grotta spesso piace giocare con l'acqua... e infatti è copioso il flusso d'acqua presente già nell'impluvio che si deve costeggiare prima di accedere.

Flash, flash...


La nostra uscita si è dovuta arrestare all'attacco del secondo pozzo per la gran quantità d'acqua che cadeva e che difficilmente avremmo potuto evitare... come dice il saggio prima di passare

sotto la cascata... ci devo pensare due volte!!!

Approfittiamo comunque dell'uscita anticipata per delle birre e per fare un rapido giro per le più significative emergenze della zona.



Domenica, considerando l'acqua che abbiamo preso il giorno precedente, decidiamo di fare un giro nelle aree centrali della Sicilia per vedere delle miniere di sale... sotto un sole impietoso e con temperature che superavano i 40°... "era caldo secco però"... come se fosse una gran consolazione.





In ogni caso ritroviamo questi meravigliosi e per fortuna poco conosciuti posti della Sicilia, mentre attorno a noi sfrecciano centauri e quad impegnati in gare di fuoristrada.




Cesare... ti aspettiamo a settembre!!!

Partecipanti:
Cesare, Simione, Cristocca, Gaetenia, Ninozizu, MarcoV

martedì 20 giugno 2006

Capo Zafferano 18.06.06

Appuntamento al bar di via Oreto, ore 8:45.
Dieci minuti di autostrada e raggiungiamo Bagheria dove Piero ci aspetta già sotto casa.

Proseguiamo percorrendo la strada litoranea che collega Aspra a Mongerbino fino a Cala dell’Osta, conosciuta dagli indigeni come “Le Tre Piscine”… o qualcosa del genere!


Lì impaziente ad attenderci c’è Marco N. che apre le danze con una delle sue solite battute coatte!
Vestizione e partenza.
Raggiunto il meraviglioso arco naturale si arma la calata in corda doppia e giù per un salto nel vuoto di 27 m.



Dal termine della calata proseguiamo la nostra traversata lungo delle sottili cenge a pochi metri dal mare circondati dagli inquietanti gabbiani che volteggiano sulle nostre teste.



Il mare da sfondo e le stupende condizioni meteo non fanno altro che alimentare la nostra voglia di “bagno” che naturalmente alla fine verrà appagata.
Per terminare, dopo innumerevoli giri di piazza, classica birra al tavolino di un bar.


Partecipanti:
Paolo, MarcoN, Pietro, CrtistinaStk, Antonio, Rosario, MarcoL & Giorgia

Notizia di Paolo, foto di MarcoN

mercoledì 14 giugno 2006

Pozzo Landro 10_06_06

Escursione organizzata per controllare dei dati presi al Pozzo Landro, splendida grotta, composta da un unico pozzo profondo circa 55m.
Fortunatamente, verso le 14:00 abbiamo potuto ammirare lo splendido gioco di luce dovuto a all'ingresso diretto dei raggi solari, che dall'ingresso riuscivano a illuminare pure il fondo della grotta.
Partecipanti: Giuliana, Livia, Gebedia, Antonio, Simione, Gaetenia e MarcoV.

Pozzo Fiandra 4_06_06

En attendant Tenia-Lenia

Abisso del Vento 03_06_06

Per alcuni dei nuovi componenti del nostro gruppo questa è stata la prima uscita
dopo l'attività formativa.
Dopo aver aspettato i ritardatari e dopo che il buon ceres a messo a repentaglio
la sua vita e quella dei suoi passeggeri siamo arrivati ad isnello piuttosto presto.
Le condizioni meteorologiche erano sfavorevoli e non sono servite invocazioni divine di varia origine a calmarle, ma per fortuna siamo risciti ad entrare in grotta appena bagnati. Sono stato il primo a scendere, e quindi ad armare la grotta
e con qualche difficoltà e un pò di fatica,abbiamo cominciato a far strada verso il ramo bianchissimo.
I neospeleologi non hanno mostrato alcuna difficoltà nei temuti "traversi" e in poche ore siamo arrivati a destinazione, lì le donne della compagnia, le due silvie, hanno allestito un banchetto a base di insalata di riso (forse per farsi perdonare il ritardo...). Il lauto pasto è stato seguito dalla tipica pennichella mia e di Nino,interrotta dal ritorno degli altri dal loro giro di esporazione
nelle zone limitrofe.
I primi ad uscire hanno avuto appena il tempo di vedere il sole per qualche minuto prima che si rimettessea piovere, anche questo caso le invocazioni non sono servite!
E come direbbe Nino "agneddu e sucu, e finiu u vattiu",di corsa alle macchine a cambiarci e birra e patatine a Collesano...
partecipanti: Silvia(piccola), Silvia(grande), Ceres(ormai Gebedia), Antonio,Paolo e Nino e ovviamente io....
Simione

domenica 4 giugno 2006

Cena finale

Come ogni attività di gruppo che si rispetti, anche gli incontri sulla speleologia, hanno visto come atto conclusivo, una festosa cena.
Certo, si sono contate assenze si fra vecchi che fra nuovi, forse per il cattivo tempo, o forse per la lontananza del luogo scelto per la festa, ma in ogni caso nessuno si è bagnato per la pioggia e le segnalazioni per trovare la casa erano eccellenti!!!
La cena si è svolta tranquillamente fra salsicce al peperoncino, ottima carne e buon vino, che ci hanno condotti fino al rito dello "zuccherino" al quale tutti i nuovi, tra lacrime e sputacchi, si sono gloriosamente sottoposti.
Da lì in poi... l'ecatombe!
L'insana brama di vendetta per qualche innocente scherzo subito, ha propiziato, o meglio infarinato, le polveri della guerra!!! che solo dopo ettolitri di acqua versata, si sono finalmente spente.

lunedì 22 maggio 2006

ultima uscita degli incontri

Con l'escursione nella grotta Abisso della Pietra Selvaggia, si sono conclusi domenica 21 maggio, gli Incotri sulla Speleologia (resta solo la cena sociale...).
L'attività ci ha visto impegnato il GS SpeleoPetra per circa un mese, con 22 spelendidi neofiti, che sono stati impegnati per circa 22 ore di teoria e ben 52 di attività pratiche.
Specialmente grazie a loro si è creato un bel clima che ha contribuito a rendere piacevole il loro avvicinamento all'attività speleologica e ha fatto crescere, e non poco, anche tutti noi!

martedì 16 maggio 2006

Incontri sulla speleologia - Abisso del Vento



e finalmente in grotta!
tutta la truppa verso Isnello dove tra battesimi di persone e materiali e raccomandazioni varie, si entra all'Abisso del Vento, una tra le più profonde e belle grotte della Sicilia.
Considerando il numero dei partecipanti, come ogni anno, si prevedeva di arrivare tutti, sotto il pozzo da 35m dove alcuni dei vecchi, hanno allestito la sala del thè.

Il programma è stato felicemente rispettato, tra "l'esplosivo" entusiasmo dei partecipanti... che hanno sfamato alacremente tutti!!!

Incontri sulla speleologia - Gola Secca



Resoconto della terza uscita degli incontri sulla speleologia!
"Vittime" della Targa Florio che per la mancata comunicazione delle strada chiuse al traffico, ci ha fatto raggiungere con significativo ritardo la forra, siamo stati costretti a limitare la progressione alla sola discesa.
La bellezza del luogo e la sensibilità dei partecipanti hanno alleviato il dispiacere di aver dovuto ridurre l'attività prevista.

Da sottolineare la faticata di alcuni di noi che sono tornati a casa ... letteralmente fradici dopo la foto di gruppo!!!

sabato 6 maggio 2006

Incontri sulla speleologia



Mentre infrasettimanalmente proseguono gli incontri teorici, sel fine settimana sono iniziate le esercitazioni pratiche durante le quali i neofiti hanno avuto il loro primo impatto cone la progressione su sola corda.
Effettuate le prime due palestre di roccia, domenica prossima saremo a Gola Secca per una prova un pò più impegnativa, sia per la progressione, sia per i meccanismi di movimentazione di un gruppo così numeroso...
pazienza...

mercoledì 26 aprile 2006

Incontri sulla speleologia

Iniziano oggi, 26 aprile 2006, gli Incontri sulla speleologia per studenti e laureati in Scienza MM.FF.NN., organizzati dal G.S. SpeleoPetra in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geodesiadel'Università degli Studi di Palermo.
Similarmente ai corsi organizzati nei precedenti anni (2002, 2003, 2004, 2005) gli Incontri verteranno su delle lezioni teoriche riguardanti tutti gli aspetti dell'attività speleologica e su 6 uscite pratiche.
Anche quest'anno sono numerosi gli iscritti, ben 22, ai quali gli istruttori e gli aiuti del G.S. Speleopetra, cercheranno di fornire le nozioni introduttive per un corretto primo approccio con l'attività speleologica.

lunedì 17 aprile 2006

Palestra di roccia del 15 aprile


Effettuate una palestra di roccia nella giornata di sabato 15 aprile.
Sempre nel comodo sito di Sferracavallo, ma nella zona più alta, sono state effettuate prove d'armo e ripasso di diverse tecniche speleologiche e alpinistiche... non senza qualche brivido.

riprese in grotta

Nei giorni 28 e 29 marzo, diversi nostri soci sono stati coinvolti per partecipare alle riprese video nelle riserve speleologiche di Carburangeli (PA) e Santa Ninfa (TP).
Le riprese sono state effettuate per la realizzazione di nuove "pillole" video su commissione di Legambiente Sicilia, gestore di entrambe le riserve.

mercoledì 5 aprile 2006

Cai Petralia, un nuovo presidente

da www.madonienews.it

Diffusione della cultura della montagna tra i giovani e gemellaggi con altri paesi, il programma del neo eletto. Il presidente uscente è già presidente del Cai Sicilia

Cai di Petralia, Carapezza succede a Vaccarella

Passaggio di testimone al CAI di Petralia Sottana. L'Assemblea dei Soci della cittadina madonita nei giorni scorsi ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2006-2009. Presidente Sezionale è stato eletto Giuseppe Carapezza, succedendo a Mario Vaccarella che, dopo aver diretto la sezione per 14 anni, nei mesi scorsi è stato nominato Presidente Regionale del CAI. Nel consiglio direttivo sono invece stati eletti Vincenzo Macaluso, Vincenza Geraci, Mario Vaccarella, Vincenzo Carapezza, Salvatore Franco, Alberto Vaccarella, Marco Vattano, Fabrizio Valenza. Come revisori dei conti sono stati designati Gaetano Bencivinni, Pietro Aricò, Gandolfo Bencivinni.

"Sono contento per la mia elezione”, dice il neo-eletto presidente, “anche perché continuiamo con grande passione a portare avanti un lavoro iniziato nel 1927. La nostra infatti è un’associazione storica nata quando un gruppo di escursionisti ha iniziato un percorso di crescita in un periodo storico in cui non esisteva una coscienza ambientale. Con il suo spessore e con grande passione l’associazione ha animato negli anni la vita culturale petraliese". Grandi progetti e grande entusiasmo animano Carapezza che auspica un rilancio dell’alpinismo e dell’escursionismo non solo a Petralia Sottana, ma su tutte le Madonie, mirando al coinvolgimento soprattutto dei giovani e dei bambini e promuovendo l’educazione ambientale all’interno delle scuole. Tra i suoi progetti iniziative finalizzate alla valorizzazione del territorio e gemellaggi con altri paesi.

“C’è tanto da fare”, conclude Carapezza, “ma confido tanto nel supporto e nella collaborazione degli amici eletti nel consiglio direttivo perché siamo tutti accomunati dal medesimo ideale di crescita”.

Melania Federico

lunedì 27 marzo 2006

Assemblea del Gruppo Speleologico e elezioni

Si è svolta domenica 26 marzo 2006, a margine di quella sezionale, l'assemblea del gruppo speleologico SpeleoPetra.

L'appuntamento è servito, oltre che per un incontro con gli altri soci della sezione che dalle parole della relazione del reggente hanno potuto apprezzare l'attività del gruppo, per le elezioni del nuovo consiglio direttivo e del reggente.

Il nuovo consiglio direttivo, eletto all'unanimità, è quindi composto dai Consiglieri: G. Carapezza (nuovo Presidente della Sezione delle Madonie Petralia Sottana), F. Di Trapani, L.La Pica, M. Vaccarella e M. Vattano.

L. La Pica è stato riconfermato come reggente del gruppo.