mercoledì 19 maggio 2010

9 Maggio 2010 - Grotta del Traforo - Nella Tana di Foxy

Appuntamento alle 7 e mezza sotto casa di Miglio per cominciare al più presto l’avventura, Tutina che sta volta come la scorsa doveva fare da autista, si è fatto attendere un po’ di più a causa del diverso fuso orario delle sveglie a cruillas…

Riunitisi i baldi giovini, preso un caffè e un cornetto si parte x raggiungere quel benedetto paese di Montallegro alla ricerca di una grotta che già venne cercata ma non trovata…

Prima di iniziare la nostra di avventura abbiamo deciso ,chiedendo un po’ di informazioni a questo e a quello, di trovare prima la Zubbia Camilleri x fare una sorpresa al gruppo, dopo qualche stradina sbagliata abbiamo trovato quella giusta, tra ricordi risalenti ad un anno fa e indicazioni varie abbiamo trovato prima la strada poi la casa con le pecore e i cani-pecora e infine il gruppo che ancora si azzuffava con le attrezzature nella ridente pianura che sovrasta la Zubbia,sono le 10 e 30, dopo un po’ di chiacchere e babbìo, qualche incoraggiamento da parte dei vecchi decidiamo che è il momento di partire per vivere la nostra di avventura…

11 passate, Riprendiamo la strada x Montallegro, poi dalla statale imbocchiamo la piccola strada che indicava una zona di isolamento conigli affetti da mixomatosi, immersi nella giungla di ampelodesmus e insetti stecco mannari che saltavano in macchina troviamo lo spiazzo x posteggiare la limousine del tutina,appena scesi dalla macchina evitiamo di vestirci inutilmente e facciamo un giro di esplorazione, dopo x minuti troviamo il pertugio, torniamo alla macchina, ci vestiamo di tutto punto, giacca a cravatta, e ci incamminiamo x il traforo..dopo un po’ di spine e canne secche troviamo il grosso inghiottitoio di crollo, tra i blocchi franati e ancora “franabili” ci addentriamo nell’ipogeo, si prende da qua, nooo da là, talè pigghiamu i ccà…

Infine troviamo una via bassa che tutto sommato agevolmente ci mostrava la via x il ramo nuovo della grotta, a parte qualche miracolo che ha salvato la gamba di tutina da un bambino rotolante di gesso di 200 chili e qualche analisi su feci di animali, attaccate dalle muffe mannare tutto scorre, troviamo la famosa radice che ci serve da ancoraggio x scendere, picciotti sembra “concreta” nni putiemu appizzari…in principio credevam o fosse un po’ difficile e indispensabile l’armo, scendendo anche di poco ci siamo resi conto che si poteva evitare, ma la prudenza sotto terra non è mai troppa; arrivati in fondo al pozzetto a sinistra si intravede la strettoia del ramo attivo, a passo di lombrico, tra ciottoli poco comodi, passaggi stretti anche per il casco, puzza di zolfo e qualche foto effetto “ siamo scafazzati dalla roccia” proseguiamo x circa 30 metri fino al sifone .Il povero sifone purtroppo di è rivelato una piccola discarica di bottiglie e altra robaccia, peccato, sarebbe stato ancora più bello senza sporcizia.

Dopo esserci stancati un pò della puzza di zolfo e una foto di rito torniamo indietro e cerchiamo il ramo inattivo, risalito il pozzetto con radice e risalita la scalinata di rolling stones, troviamo un saltino che ci porta al ramo inattivo, iniziamo ad esplorare una serie di meandri gessosi che sembrano appartenere ad una grotta diversa, un ambiente molto differente rispetto al precedente, il cammino è un continuo meravigliarsi, fare foto ed esaminare ogni minimo foro alla ricerca di salette da gustare con gli occhi, ca mminando di poco troviamo una falsa seconda uscita, in realtà era soltanto un secondo foro crollato da cui passava solo un po’ di luce.

Tornando sui passi dei meandri il cammino è tranquillo, gli ambien ti ampi sono intervallati da basse strettoie che costringono a strisciare, il ché è stato solo divertente per noi, dopo due strettoie con annesse stanze successive troviamo una galleria disseminata di feci di volpe, le tracce così fresche suggerivano che il luog o fosse frequentato spesso da questi animali e che presto avremmo trovato l’uscita, aumentano le tracce metro dopo metro, feci, resti di un pasto, ossa, finché in una piccola stanza con blocchi ricoperti da guano e terra secca non becchiamo la sorpresa, talèèeeeeee una volpeee.

Il piccolo canide con il cucciolo avevano fatto di quella stanza la loro tana, invano abbiamo cercato di acchiapparla e fotografarla, dopo poco temp o ci stufiamo di fare i cacciatori,lasciamo in pace gli animali e decidiamo che è il momento di trovare l’uscita…

La volpe da qualche parte deve essere entrata e uscita ogni giorno per vivere là dentro..

Dopo un po’ di minuti di ricerca disperata tra i blocchi e piccole gallerie fallaci decretiamo che l’unica via è tentare una discesa di pochi metri dove avremmo dovuto usare la corda,strategia trovata e Miglio esplora per primo,Io e Tu tina aspettiamo solo un po’ e poi Miglio ci dà la tanto attesa notizia…abbiamo trovato l’uscita!! Siii… allora d opo averci mostrato un piccolo coniglio ucciso da poco dalla volpacchiotta seguiamo il piccolo fiume sotterraneo che ci porta dritti dritti fino alla calda aria della 4 di pomeriggio di un maggio assolato.

Dopo la foto di rito all’uscita della grott a cerchiamo una via per ris alire e tornare alle macchine, primo tentativo, rovi, niè, secondo, niè, infine per mia follia decido di provare una via in salita, non credevo fosse così tanto in sa lita, tra imprecazioni più che giustificate contro di me, la cedevolezza del gesso e delle erbacce poco d’aiuto risaliamo più di venti metri di collina, affaticati, accaldati e incerti sulla riuscita della scalata arriviamo in cima alla collinetta, dopo pochi passi sulla cima vediamo la macchina,evvai … almeno la follia ci ha fat to risparmiare 15 minuti di strada sotto il sole ( questo si che è culo), arrivati alla limousine ci spogliamo, sistemiamo e dopo un po’ di risposo prendiamo la strada del ritorno, non torniamo su bito a casa dai… andiamo a trovare gli altri!!!

Quindi riprendiamo la strada per Cattolica Eraclea e quindi per la Zubbia Camilleri, strada già fatta quindi facile da trovare, arriviamo e il primo gruppo e ra già fuori, alle 18 e 30…veloci sti picciotti!!!

Così la nostra uscita è terminata assieme al gruppo riunito, dopo aver aspettato tutti i gruppi, atteso che tutti si vestissero ci rimettiamo in macchina per la birra di rito, qualche cosa da mangiare e poi verso la via di casa …



Notizia di Spitino (Gregorio)
Foto di Miglio

domenica 16 maggio 2010

15 Maggio 2010-Gola Secca (...e andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti...)

Distintamente ricordo che ogni anno, all’uscita di gola secca, c’era sempre sole e temperature primaverili quasi estive ad allietare il nostro avvicinamento alla forra. Quest’anno invece (forse perché le ceneri del vulcano islandese “ejkdkjhshdihsih” stanno già mutando il clima del pianeta) l’uscita è stata accompagnata da una incostante e fastidiosa pioggerellina.

Tutti gli allievi hanno effettuato la discesa e chi ha potuto è risalito, mentre gli altri hanno sforrato per il più comodo sentiero.

La giornata si conclude con il sole che comincia a riscaldarci proprio quando stiamo tornando a casa ormai assammarati e l’imperdibile duetto di Simone e Claudia che dicono insieme “che orrore ho visto un ramarro marrone” (n.d.r. tutti e due hanno una lieve erre moscia nella pronuncia).

Classica birra e patatine al solito bar, che si presenta quest’anno in una veste rinnovata e poi rotta verso Palermo.

Notizia e foto di Ceres

venerdì 14 maggio 2010

9 Maggio 2010 - Zubbia Camilleri

Gruppo 'na su__no i miegghiu
Partendo da Palermo e arrivando con un po’ di fatica a trovare la strada per la Zubbia arriviamo “molto allegramente” allo spiazzo antistante la grotta, grazie ai potenti mezzi di cui ci ha dotato la tecnologia (balestre rinforzate, quattro ruote motrici e marce ridotte). Iniziamo a cambiarci e dividerci in gruppi. Il primo, gruppo ‘na suc—no i miegghiu, era capitanato da Alberto che poteva contare sull’aiuto morale di Samantha e dello scrivente; insieme a noi si muovono: Paolo (lo sposato), Angelo e Filippo (Gemelli Diversi), Bruno (lo hobbit) e Simona (la principessa).
Il primo pozzo è affrontato da tutti con sicurezza e poco dopo siamo tutti sul fondo, dove troviamo la fedele riproduzione del “piviere dorato” fatta di fango. Avevamo portato una corda in più per fare un traverso, ma questa alla fine non è servita e per fare un piacere ad Alberto (che è u chiu granni e s’avi a purtari rispiettu) decido di carruzziarmela per tutta la grotta.
Arriviamo al sifoncino, dove ricordavo che si doveva strisciare e poi allargandosi si cominciava a camminare, ma a quanto pare in un anno questo pezzo della grotta è molto cambiato, adesso la parte in cui si striscia è molto più profonda e riempita d’acqua (io che non sono di certo un nano mi sono bagnato le mutande, immaginate) e subito dopo parte il laminatoio molto più basso di quanto ricordavo. Viaggiamo verso il secondo pozzo, in cui i ragazzi, forse troppo infangati, decidono di farsi una doccetta con l’acqua presente in grotta. Poco fango per gli attentati quest’anno…
Il meandrino successivo è riempito da una consistente quantità d’acqua che Alberto percorre senza timore come un battello a vapore per le “Muddy Waters” del Mississippi,



io e quasi tutti gli altri optiamo per la strada dell’opposizione sfruttando la vicinanza e gli incavi del meandro. Siamo tutti all’attacco del pozzo della sala del geode/sala degli anelli/sala Pitagora/sala-tilla e scinni!!!
Scendiamo all’attacco dell’ultimo pozzo e aspettando il gruppo Drughi cominciando a spizzuliare qualcosa, subito dopo però arrivano i primi del gruppo che ci segue così decidiamo di mangiare appena usciti. Ultimo pozzo e poi via verso l’uscita.
I ragazzi escono dalla consueta via, io invece decido di uscire dalla risorgenza; ad un primo esame il livello dell’acqua non sembra tanto alto, penso: sarà soltanto l’acqua torbida, non può essere tanto alta! Cosa che invece viene smentita al secondo esame, l’acqua era abbastanza alta e l’uscita dal pertugio più vicino non era nemmeno tanto agevole a causa del materiale pseudo coerente che vi era alla base (si sciddicava i muoriti).
Alla fine ce la faccio e ritrovo il gruppo intento a crogiolarsi al sole; smorbata continua data dalla diffusa presenza di parietaria, e dopo ci avviamo alle macchine faticando non poco per l’acchianata.
Ci cambiamo, ci asciughiamo, aspettiamo il resto della combriccola e poi partenza alla volta di Palermo…che riusciamo a raggiungere non prima di aver ammirato la bellezza dei templi illuminati nella notte.


Gruppo Drughi
Come hanno già scritto i rappresentanti degli altri gruppi, dopo esser giunti allo spiazzale antistante la grotta, tra mille soste e peripezie, e dopo aver fatto le formazioni, siamo tutti pronti per la prima avventura ipogea dei ragazzi del corso di quest’anno. A noi tocca la seconda posizione e ci ritroviamo a scherzare davanti l’ingresso attendendo il libera del gruppo che ci precede, anche per smorzare la crescente tensione dei ragazzi, che più si avvicinavano più sudavano! Ma superato il primo shock da impatto col buio, il gruppo torna a scherzare in allegria e tranquillità. All’inizio stentiamo a trovare un nome adeguato, ma ritrovandoci a chiacchierare alla prima sala, aspettando che il gruppo 1 scenda il primo pozzo, ci troviamo tutti d’accordo sul nome: saremi i drughi.
“Ed eccoci là, cioè io Tappina e i miei drughi “…(ehm..forse mi sono immedesimata un po’ troppo!!!) : Ciccio, il Principe , Anto-nella (testo-nella), Luisa( film i tigno), Umberto (paolo limiti), Francesca(quella che parla cosììì) e Stefania.

http://www.youtube.com/watch?v=UAVvP-gmpok

Presi dall’entusiasmo, nell’attesa, cominciamo a rimembrare le scene più belle dei film IL GRANDE LEBOWSKI e ARANCIA MECCANICA, e con grande stupore ci rendiamo conto che qualcuno non li aveva mai visti e non sapeva di cosa stessimo parlando O_o …provvediamo subito ad aggiornarla e ci facciamo promettere che li avrebbe visti al più presto ( vero Francesca !?!?! )

http://www.youtube.com/watch?v=gp3DEU6zbaE&feature=related

Dopo qualche piccolo intoppo, risolto con un soccorso uomo ad uomo, anzi, uomo a donna, riusciamo a scendere tutti alla base del primo pozzo, si decide all’unanimità che il trasporto dello stracolmo sacco cibo spetti al Principe e così ci avviamo allegramente verso il secondo pozzo. Il percorso che ci aspetta è molto tortuoso, ci si ritrova a cambiare bruscamente posizione, ci sono tratti da fare in piedi, zigzagando lungo i meandri e subito dopo ci si ritrova proni a gattonare fino a strisciare nei bassi laminatoi, insomma un percorso divertente e sempre vario…talmente vario che io, che non tornavo alla zubbia da 2 anni , credevo all’inizio di essere in un’altra grotta…arrivati al sifone non avevo più dubbi…era tutto cambiato, niente era come lo ricordavo…incredibile rendersi conto di ciò, della forza straordinaria dell’acqua che nel giro di 2 anni riesce a sconvolgere in questo modo le morfologie della grotta, rendendola quasi irriconoscibile..che spettacolo!!
Superato lo shock del sifone allagato, ci ritroviamo infine a riprendere fiato all’attacco del secondo pozzetto, solitamente luogo di combattimenti sanguinari, ma sta volta, proprio grazie al lavoro svolto dall’acqua, praticamente privo di qualsiasi materia prima per fabbricare bombe, pochissimo fango e tante pietre: troppo pericoloso e poco divertente, riusciamo a mala pena a infangarci le facce con le dita sporche, e vabbè per quest’anno niente battaglie all’ultimo sangue…” ho visto morire i miei compagni con la faccia nel fango perchè io e lei potessimo goderci questo locale per famiglie!!!!!” [Walter]
Proseguiamo allegramente il nostro percorso all’inseguimento del gruppo 1 che ci precede e che da un po’ non si sente più nemmeno in lontananza, e di tanto in tanto I drughi, affamati di sapere, si fermano per qualche domanda geologica a cui Ciccio dà subito esaurienti risposte. Arrivati all’ultimo pozzo troviamo il primo gruppo quasi al completo che stava terminando la discesa, ci sistemiamo nella sala degli anelli e tra scherzi, risate e qualche principio di ipotermia attendiamo il nostro turno. Finalmente arriviamo alla base, ci attendono solamente gli ultimi meandri ed eccoci al pozzetto di risalita, lascio il gruppo e mi avventuro verso la risorgenza, l’avevo fatta 2 anni prima per il mio corso e volevo capire se anche quest’anno si poteva uscire senza problemi, ignara della precedente avventura di Ceres, mi inoltro sopra l’ultimo masso e dopo una prima analisi decido che l’acqua non avrebbe superato la vita (si trattava quindi di bagnarsi solo le mutande che ero riuscita a conservare asciutte fino ad allora!!!) ed essendo ormai fuori ne valeva la pena, quindi con molta tranquillità mi butto….praticamente in una piscina in cui l’acqua mi arrivava alla gola!!! Dopo le iniziali urla (l’acqua era gelida!!!), riesco ad uscire dalla piccola fessura triangolare, non senza qualche imprecazione ma ridendo come una pazza, sarebbe stata una scena troppo divertente da vedere…ma per fortuna me la sono goduta solo io!
All’uscita trovo il primo gruppo che ci attendeva crogiolandosi al sole, li raggiungo e condivido con Ceres le impressioni sulla nostra avventura da speleo-nuotatori, oltre a tutto il suo morbo che sputava mentre parlava!!! Appena tutti i drughi risalgono ci compattiamo e cominciamo la salita della collinetta, arriviamo distrutti alle macchine ma soddisfatti e felici, tutto è andato bene, ci siamo divertiti e siamo stati velocissimi!!!



Gruppo ScrikkiaNespole (‘nchia squatruni!!)
Formazione:
Elena, Stefania, Marco (detto “NonCiPasso” proprio in occasione), Claudia (..quella senza ErreMoscia..:)), Giorgina, Lombrellone e Stokka (detta anche ScrikkiaNespole…e qui si spiega il nome della squadra!)
Dopo la consueta pausa pregrotta per il cambio dell'acqua al grazioso casolare diroccato, la squadra scrikkia è pronta a partire in posizione numero 3!
Con tutto che ce la fissiamo 2 ore tra l’esterno e la prima sala, arriviamo all’attacco del primo pozzo, dove troviamo praticamente tutti..
Giorgina ne approfitta per farsi una dormitina, considerando che aveva passato la notte precedente a lanzare anche le budella!
Gli altri cominciano a raccontare i soliti aneddoti speleologici finchè a qualcuno viene un’idea grandiosa e realizza un grazioso “babbalucio” di fango…
Ed ecco che la vena artistica di ognuno di noi prende vita! Elefanti, giraffe, orsetti, maiali, brontosauri e specie non bene identificate (..vero Ponzio??:D) invadono la prima sala della Zubbia!
Oh..veramente complimenti a Daniele…ragazzi che manualità!!
(Per chi dovesse tornare alla Zubbia..lui ha fatto l’elefante e la giraffa, neanche a dirlo, sono i più belli di tutti!!....io ho fatto il brontosauro..erano ammessi anche animali estinti!*)
Finalmente arriva il nostro turno! La discesa procede tranquilla fino alla base del primo pozzo, dove ci accoglie Il “Piviere dorato”, e si prosegue più o meno tranquillamente tra meandri e laminatoi….(…i laminatoi me li ricordavo più alti…0_O). Estasiati da ciò che ci circonda proseguiamo fino a quello che io mi ricordavo essere un sifone secco….
SECCO??? Tutta l’acqua della grotta aveva deciso di riunirsi là!
Penso..Beh..allora, o abbiamo sbagliato strada (…ma come caz si fa a sbagliare strada alla Zubbia visto che ce n’è una sola!), o qualcuno ha deciso di combinarci qualcosa (…e anche questo è poco probabile…va bene lo scherzo ma ad allagare una grotta ce ne vuole!).
L’acqua è abbastanza alta ed il fondale morbido e instabile..basta poco ad arruciarmi fino alle mutande…Olé!**
Ma siccome siamo una squadra di duri che non si perde d’animo decidiamo di mangiare tutto quello che abbiamo nel sacchi per evitare di far bagnare tutto durante il passaggio!:D (“megghiu diri chi sacciu ca chi sapìa” dicitur..). Aspettiamo la squadra dei pezzenti e organizziamo una catena di montaggio che permette di far passare sacchi e personali oltre il sifone. Tra urla e si..anche qualche invocazione proseguiamo senza problemi fino alla risorgenza, aldilà della quale ci aspettano gli ultimi raggi di sole. Aspettiamo la squadra dei pezzenti e ci incamminiamo verso le macchine, dove ci attende il resto della compagnia.
Cazzeggio di routine e via verso casa…o almeno così si tenta di fare…
Forse perché stanchi o forse perché semplicemente siamo noi…il gruppo si disperde…chi va verso Sciacca, chi verso Agrigento, chi addirittura a poco arriva a Mazara del Vallo!!!...non so cosa esattamente sia successo...ma so che mi sono ritrovata a Porto Empedocle a mangiare arancine e tracannare birra con una bella compagnia!!!
Finisce così un’altra piccola avventura. Complimenti ai corsisti: un nuovo record per la Zubbia!

*n.d.r. la specie Brontosaurus excelsus (Marsh 1879) si ritiene decaduta e sostituita attualmente con la specie Apatosaurus ajax (Marsh 1877), per la regola della priorità.
**Tipica espressione usata dai Toreri Madrilensi.

Guppo pizzienti
La mia squadra denominata "i pizzienti" composta da me, Ponzio e Sebastiano come aiuti e Daniele, Claudia, Alessia e Ciccio come corsisti siamo stati gli ultimi ad entrare.
L'attesa è stata lunga soprattutto al primo pozzo e per passare il tempo abbiamo cominciato a fare animali col fango, si passava dalle splendide creazioni di Daniele alle palle di fango di Ponzio che abbiamo scoperto avere la manualità di un rinoceronte. Scendiamo abbastanza velocemente e senza grossi problemi eccetto il sifone che ha lasciato tutti a bocca aperta, ancora mi rimbomba in testa la frase di Daniele ".....e io ho pagato per questo!". Usciamo e ancora c'è luce, ad aspettarci una manata di sterco senza eguali...



Notizia di Ceres, Tappina, Stokka e Simone
Foto di Miglio (L'infiltrato)

Palestre degli incontri

Si sono concluse le palestre di roccia previste nelle attività pratiche deli Incontri sulla Speleologia 2010 per studenti e laureati della Facoltà di Scienze MM.FF.NN.



martedì 4 maggio 2010

Incontri sulla Speleologia 2010

Sono partiti il 23 aprile gli Incontri sulla speleologia 2010.
Anche quest'anno l'organizzazione è in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geodesia dell'Università degli Studi di Palermo, e anche quest'anno si è registrato il pienone... con 20 persone iscritte.

martedì 6 aprile 2010

3 Aprile Acquapark Monte Conca

Mentre il sole dorme ancora io e la duchessa siamo già in viaggio per recuperare Miglio e la Friulana, dopo una veloce sistemazione del materiale siamo già in viaggio verso il luogo dell’appuntamento Villabate…
Mai come stavolta il posto fu tanto sbagliato visto che ci siamo ritrovati nel bel mezzo del mercato ortofrutticolo, dopo aver fatto 200 giri della rotondo per “incocciare” l’omino Claudio e consorte finalmente troviamo un posto accogliente per l’attesa di: Però, Padre Ciolla, Nemo e Tappina che portano un leggero ritardo…
Non si sa per quale grazia divina alle 8:30 spaccate siamo al bivio per Milena dove troviamo Marco V e si prosegue per il meraviglioso parco di Monte Conca.
Dopo qualche convenevole si comincia la vestizione e si parte carichi di buone speranze ed entusiasmo, ad un certo punto si comincia a sentire un allegro scroscio di acqua che man mano diventa sempre più violento. Per chi non conosce la grotta c’è una scala in allumino da scendere, questa era travolta da una cascatella -prima acqua presa!!- e poi si prosegue dentro guadando praticamente un torrente. Dopo una veloce lezione su cosa è una faglia il Vattano distribuisce i flash e spiega cosa fare una volta in posizione ovviamente dopo che ha finito la spiegazione Io Miglio Tappina e la Friulana ci siamo guardati in faccia pensando “Ma che m… dobbiamo fare?” nel frattempo Nemo e Però avevano già cominciato ad armare.
Scendono Marco Miglio e la Friulana , si scatta qualche foto nel frattempo noto che Tappina mette il cappuccio… mmm preannuncio di sventura… seguo il suo gesto e ci comunicano che l’operazione è annullata per la troppa acqua. Miglio risale bagnato dalla testa ai piedi idem la Friulana intanto prese dalla foga Tappina e la Baronessa si preparano a scendere nonché il grande capo mi nomina per andare a chiamare Nemo e Però seeeeeeeee!!! Con l’entusiasmo di un ermellino scozzese mi calo e noto una leggerissima umidità… andando avanti mi rendo conto che sono nella m… oramai gli stivali averli o no non fa alcuna differenza, finalmente trovo i 2 malcapitati e comunico la bella notizia. Mentre Però comincia a disarmare Nemo ha la bella idea di farmi scendere ancora , altra acqua stavolta ancora più violenta tant’è che avere la tuta o no non fa alcuna differenza forse… Si comincia la risalita umida ma visto che la cosa era troppo semplice mi accollano la sacca con il materiale… dopo essere caduto 14235 volte con altrettanti bagni si arriva alla base del primo pozzo dove faccio notare ad un Però mezzo assiderato il movimento turbolento dell’acqua che oltre a scendere a cascata da sopra ti arrivava in faccia anche orizzontalmente misteri del creato… Finalmente arrivo stremato, bagnato ed eunuco all’attacco del primo pozzo dove l’allegra combriccola si diverte a prendermi in giro dopo aver raccattato tutto e tutti si procede verso l’uscita non prima però che io cada stremato un altro paio di volte con il sacco in spalla.
SOLE amato sole finalmente possiamo denudarci asciugarci e rifocillarci, tra scherzi battute e furti di biancheria intima. Mentre ci si riposa Marco nomina uno a caso per pulire le corde… io, che dopo averle lavate con l’amore di un antica lavandaia veneta cedo a gli altri l’onore di filarle.
Sistemato il tutto si decide di continuare l’avventura al decathlon di San Cataldo dove dopo svariate ore ne usciamo tutti più poveri e molti con più debiti… Birra di rito con annesse mi….ate di rito e poi si vola a casa.

Notizia di: Tutina

Partecipanti: Marco V., Xò, Nemo, Tappina, Tutina, Padre Ciolla, Sfincionara, La Baronessa di Carini, Pampers, Clo, Miglio

martedì 30 marzo 2010

Grotta dell’Acqua Fitusa - 28/03/2010 - (The “Speleo Nonnolo” Meeting)

La “Scassa Pagghiari” production colpisce ancora…

Miglio, La Friulana (al secolo Martina), e Padre Ciolla, alle ore 8, si avviano verso quello stato a se stante chiamato Cruillas, per prelevare i Claudi… i quali (sciarriati con la tecnologia) scordandosi di mettere l’orologio di un’ ora avanti, al loro arrivo ancora runfuliavano della bella… cosi tempo di un caffè, in casa Malato, i due si preparano, verso le 9.00 il gruppo è in macchina e si dirige verso il panificio, preso il pane si parte alla volta di Cammarata… se non che, uscendo dal posteggio, un uomo in Panda verde ha avuto la felice idea di strisciare contro il parafango anteriore della macchina del povero Miglio (macchina relativamente nuova ma dall’aspetto di un catorcio), altra perdita di tempo… 9.30 risolti i problemi con l’uomo dallo sguardo vispo, si parte alla volta di Cammarata… e sta volta veramente!
Dopo circa un oretta e mezza di strada (ce la siamo presa comoda) e dopo un altro caffè il gruppo giunge in quel di Cammarata, un pò di tempo passa per la vestizione ma all’ incirca verso le 12.00
Si parte per entrare… l’avvicinamento è molto breve, non piu di 100 metri in linea d’aria, e di questo ne è lieta Lady Lagnusy (al secolo Claudia) la quale, non ostante ciò, arriva stanca all’ ingresso!
L’ingresso della grotta è un antro abbastanza grande, in fondo al quale si apre un cunicolo che porta ad un salone ancora più grande, il quale, è caratterizzato da un enorme volta al centro, da molte forme simili a piccole volte sulla destra e da molti blocchi di crollo sulla sin
da questo salone si procede in due direzioni, una è alla destra dell’ingresso, e porta verso un secondo ingresso,







vicino al quale si trovano svariati aculei di istrice, il che fa pensare che la cavità sia usata da questi animali come tana, ma purtroppo o per fortuna… l’incontro non è avvenuto, l’altra via si imbocca in fondo al salone principale, in linea d’aria di fronte l’ingresso, la quale si sviluppa in uno stretto cunicolo caratterizzato da una frattura che lo percorre al centro per tutta la sua lunghezza,





qui si procede a 4 zampe (e le rotule Friulane ringraziano) e ci si sente come dei giganti a cavalcioni sul grand canyon, il cunicolo procede tortuoso e intervallato da salette dove ci si puo alzare per sgranchirsi un po,



fino a chiudere del tutto, tornando indietro e salendo un pochettino si giunge un'altra piccola saletta che si apre sopra il cunicolo precedente (chiamata sala pranzo data la sua comodità per abbuffarsi in allegria) e qui la grotta finisce!
L’obiettivo di questa uscita, oltre alla solita passeggiata ipogea, è stato quello di fare qualche bella foto, questa volta è stato messo un pò da parte il solito semplice “turismo” e ci si è un pò impegnati a cercare di fare qualcosa di più, con la speranza che questa sia una di una lunga serie per poter crescere e per poter apprezzare tutti i lati della speleologia, quelli piu scientifici o piu tecnici, che sul momento possono sembrare fastidiosi ma che fanno parte in pieno di questa attività, e per ciò vanno apprezzati e sfruttati come spunto per migliorare!
Il tempo dentro è trascorso facendo foto (Claudio ha deciso di fare il Fabrizio Corona della situazione e a suo rischio e pericolo di portare la sua reflex), mettendosi in posa, illuminando da un lato, dall’altro, facendo prove, usando il flash, ma non ostante ciò, il babbio non è mancato e nemmeno lo schitcchio (per chi panini con maiali interi dentro per chi brioches e cioccolato)!
Durante il tempo speso li sono stati avvistati parecchi pipistrelli di due specie diverse,








molti ragni, e anche qualche topo infastidito dalla nostra presenza… e dopo tutto questo si decide di uscire.
Verso le 15.00 il gruppo si avvia verso la macchina ma non prima di aver fatto un’ ultima foto di gruppo… ed è li che e avvenuto l’incontro… da dietro la collina con il suo cappello bordeaux ella “Pisolo dei 7 nani” spunta lui… tale ------- Salvatore… soprannominato dal gruppo “Speleo Nonnolo” anziano signore dall’accendo Agrigentino ’ncarcato, per lo piu incomprensibile, un po suonato di testa, il quale ha dimostrato un particolare interesse verso di noi e verso ciò ce facevamo, osservandoci con fare cuoriso, e soprattutto ha dimostrato un particolare interesse verso l’età di Claudia (cosa che avrà chiesto almeno VENTICINQUE volte), dopo aver passato un po di tempo con questo simpatico individuo e dopo aver asciugato un po le chiappe al sole…









stanchi ma ancora una volta soddisfati si fa strada verso Palermo, accompagnati dai magnifici paesaggi siciliani e da un sole caldo… ore 18.00 la compagnia giunge a destinazione!

Alla prossima!

Notizia di: Miglio

Partecipanti: Miglio, La Friulana (Martina), Padre Ciolla, Lady Lagnusy (Claudia), Speleo Fabrizio Corona (Claudio) e Special Guest “Lo Speleo Nonnolo” (Salvatore)

Foto: Claudio, Miglio

lunedì 29 marzo 2010

27 Marzo Lucertole a sferracavallo

In vista del nuovo corso e approfittando del sole abbiamo deciso di organizzare una bella palestra di roccia in uno dei posti più belli nel mondo delle palestre di roccia: Sferracavallo.
In questa palestra abbiamo unito l'utile e il dilettevole:
abbiamo stuppato gli spit in vista del prossimi incontri sulla speleologia, giusto per accorciare i tempi durante le escursioni;
abbiamo approfittato anche per far armare le campate a chi deve fare un po' di pratica e sono venuti fuori dei problemi cosa molto buona! Meglio che escano fuori ora gli errori, e anche i problemi su quale e quanto materiale portarsi;
ripasso di tecniche di progressione per chi non si muoveva da tanto, per chi si scanta ancuora del vuoto, e per chi vuole sgranchirsi le gambe (e le ginocchia hihihi).

Il tempo non è stato molto clemente di mattina un po' di nuvole, e appena le nuvole si sono spostate il sole è sceso oltre la parete portandoci in ombra.

Partecipanti: nemo, giorgina, Silvia&Silvietta, Padre ciolla, Sam, Xò, pampers, CCC, Claudio, Ponzio, Sandro, AlbertoProteo
Foto: Sandro

lunedì 22 febbraio 2010

mercoledì 17 febbraio 2010

Si vendono le grotte di Postumia.. ma siamo pazzi???

Tratto da "Il Piccolo" di Trieste - Articolo di di Mauro Manzin; foto estratte dal sito:

http://ilpiccolo.gelocal.it/multimedia/home/23112059/1/1

Slovenia, venti milioni per comprare le Grotte di Postumia

Grotte di Postumia in vendita per sanare il buco finanziario della Istrabenz. Va all’asta la società controllata che ha in concessione le celebri e immense cavità carsiche e la proprietà del castello adiecente l’ingresso della grotta principale. Prezzo base 20 milioni di euro



Grotte di Postumia
TRIESTE ”A.A.A. Grotte di Postumia vendesi”. Non è uno scherzo di Carnevale. Il buco finanziario della società Istrabenz, infatti, costringe la diretta controllata che si occupa del settore turismo, ossia la ”Istrabenz Turizem” a vendere i suoi "gioielli” per cercare di venire incontro alle pressanti esigenze delle banche creditrici. E così ha deciso di mettere all’asta la società ”Turizem Kras” che ha in concessione la gestione delle Grotte di Postumia e la proprietà del castello adiacente l’ingresso dell’immensa cavità carsica.



VALORE. Il prezzo di base è stato stabilito che sarà di 20 milioni di euro, ma secondo gli esperti, se l’”Istrabenz Turizem” ne raccoglierà 15 di milioni potrà ritenersi soddisfatta.

SACRILEGIO. Qual è il maggior timore che ora circonda la Grotta e i suoi abitanti? Che a subentrare nella concessione ventennale delle grotte sia un acquirente straniero. Una sorta di sacrilegio. Così il presidente dell’Associazione industriali di Postumia Igor Blazina ha subito preannunciato che i consociati sono anche loro pronti a predisporre un’offerta per la gestione dell’area turisitica di Postumia. Le offerte dovranno pervenire entro il 15 marzo. Le buste saranno aperte nel mese di aprile quando il venditore potrà stringere gli accordi di rito con l’eventuale compratore della società Turizem Kras.


L'OPERAZIONE.
L’Istrabenz Turizem vende così principalmente il marchio commerciale delle Grotte di Postumia a cui lavorano 130 dipendenti, nonché il castello di Predjama e alcuni altri immobili dislocati a Postumia, ma di valore minore. La società Turizem Kras ha fatto registrare nel 2009 10,5 milioni di euro di incasso (erano 11 nel 2008), di questi solo 6 milioni dai biglietti d’ingresso alla Grotta di Postumia per un totale di mezzo milione di visitatori, più di 600mila euro dal biglietto d’ingresso al Castello di Predjama. L’utile netto è stato di 1,42 milioni di euro.



ORGOGLIO. Il battagliero presidente dell’A ssociazione industriali Igor Blazina ha dichiarato al quotidiano lubianese ”Delo” che all’interno della locale Assindustria si stanno dando un gran da fare perché la loro possa risultare l’o fferta vincente perché in un caso come questo è fondamentale che la gestione delle bellezze naturali della Slovenia rimanga in mano slovene. «Di certo - ha dichiarato - noi sloveni, quando nel 1990 abbiamo votato per l’indipendenza non avevamo in mente fatti simili».



MINISTERO. Laconica la risposta del portavoce del Ministero dell’economia sloveno, il quale spiega che l’esecutivo nel 2008 ha rinnovato per 20 anni il contratto di concessione delle grotte alla società Turizem Kras e non ai proprietari di questa società, per cui la Istrabenz turizem non può incidere sui diritti di concessione. Del resto, hanno altresì precisato Lubiana, che il governo non può in alcun modo intervenire per garantire chi sarà colui il quale in questo caso subentrerà nella proprietà, perché se così facesse si ritroverebbe sul capo una procedura di infrazione da parte dell’Ue.
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(16 febbraio 2010)

giovedì 4 febbraio 2010

3 febbraio 2010 – Zubbietto di Pizzo Neviera – L’inverno del Nostro Scontento

Grotta molto improvvisata questa volta, la potenza di un mezzo di comunicazione come msn e il fancazzismo dei partecipanti hanno reso possibile l’organizzazione di una uscita in tempi record. La grotta scelta è lo Zubbietto di Pizzo Neviera, in località Belmonte Mezzagno.

Tappina e Simone si fanno trovare a casa mia verso le 10, imbarchiamo tutto il materiale sul mio santanino “che non barcolla e non molla” e partiamo alla volta del paese sopraccitato. Ci cambiano con calma e appena siamo pronti partiamo, in questo momento uno dei partecipanti all’uscita fa la sua apparizione “la merda di vacca” (meno male che era secca!!!). Cominciamo a fare strada e dopo 10 minuti siamo all’ingresso della grotta, che presenta un piccolo pozzetto abbastanza fattibile in arrampicata. Da qui alla nostra destra (n.d.r. destra e sinistra a volo di pipistrello) uno scivolo molto fangoso ci porta all’inizio dell’unico pozzo di una quindicina di metri. Arma Simone, segue Tappina e per ultimo scendo io.

Il pozzo termina su un terrazzino, a sinistra di questo c’è uno scivolo, molto fangoso, che porta al primo ambiente. La grotta è impostata su frattura, dopo questo primo ambiente ci sono due strade una che va in basso e una che sale. Noi prima arriviamo al fondo di quella che scende e poi, tornando indietro, in quella che sale. Vado a vedere io se la via è fattibile; arrampicandomi con lo sbalanco a sinistra e le fragilissime concrezioni a destra mi esibisco in una specie di limbo speleologico tra le concrezioni (al quale qualcuno mi ha raccomandato di stare molto molto molto molto molto molto molto molto molto attento).

Spizzuliamo qualcosa in una nicchietta che a Sarah è piaciuta MOLTO e poi risaliamo lo scivolo per vedere l’altra parte della grotta. Questa a differenza della precedente è composta da una frattura riempita da blocchi di crollo molto concrezionati, molto frequenti cannule e piccole stalattiti in formazione, alcune però secche e in via di disfacimento. Arrivati al fondo cominciamo a risalire. Esce Simone poi Tappina e alla fine disarmo io.


-Inizio Momento Dislessia-

Ricordo a Simone che fuori ho messo i suoi guanti dentro il mio cellulare o meglio il mio cellulare dentro i suoi guanti.

-Fine Momento Dislessia-


Adesso c’è da affrontare lo scivolo fangoso iniziale, tutt’altro che una passeggiata. Alla fine siamo tutti fuori per le 16 a vedere “ki beddu panorama!!!”.

Ci avviamo verso la macchina scoprendo due nuove specie endemiche di Belmonte: la Muzzola ( incrocio tra una mucca e una puzzola)

e il Manda (incrocio tra una mucca e un panda). Partiamo per le 17 alla volta delle classiche birra e patatine e poi a casa a farsi, per chi ne ha bisogno, la doccia.


…e adesso l’inverno del nostro scontento vien fatto gloriosa estate da questo sole di York… (William Shakespeare. Riccardo III – Atto Primo – Scena Prima)



Notizia e Foto di: Ceres

Partecipanti: Simone, Tappina, Ceres e la sua Dislessia, la Muzzola, il Manda, la merda di vacca.