venerdì 14 maggio 2010

9 Maggio 2010 - Zubbia Camilleri

Gruppo 'na su__no i miegghiu
Partendo da Palermo e arrivando con un po’ di fatica a trovare la strada per la Zubbia arriviamo “molto allegramente” allo spiazzo antistante la grotta, grazie ai potenti mezzi di cui ci ha dotato la tecnologia (balestre rinforzate, quattro ruote motrici e marce ridotte). Iniziamo a cambiarci e dividerci in gruppi. Il primo, gruppo ‘na suc—no i miegghiu, era capitanato da Alberto che poteva contare sull’aiuto morale di Samantha e dello scrivente; insieme a noi si muovono: Paolo (lo sposato), Angelo e Filippo (Gemelli Diversi), Bruno (lo hobbit) e Simona (la principessa).
Il primo pozzo è affrontato da tutti con sicurezza e poco dopo siamo tutti sul fondo, dove troviamo la fedele riproduzione del “piviere dorato” fatta di fango. Avevamo portato una corda in più per fare un traverso, ma questa alla fine non è servita e per fare un piacere ad Alberto (che è u chiu granni e s’avi a purtari rispiettu) decido di carruzziarmela per tutta la grotta.
Arriviamo al sifoncino, dove ricordavo che si doveva strisciare e poi allargandosi si cominciava a camminare, ma a quanto pare in un anno questo pezzo della grotta è molto cambiato, adesso la parte in cui si striscia è molto più profonda e riempita d’acqua (io che non sono di certo un nano mi sono bagnato le mutande, immaginate) e subito dopo parte il laminatoio molto più basso di quanto ricordavo. Viaggiamo verso il secondo pozzo, in cui i ragazzi, forse troppo infangati, decidono di farsi una doccetta con l’acqua presente in grotta. Poco fango per gli attentati quest’anno…
Il meandrino successivo è riempito da una consistente quantità d’acqua che Alberto percorre senza timore come un battello a vapore per le “Muddy Waters” del Mississippi,



io e quasi tutti gli altri optiamo per la strada dell’opposizione sfruttando la vicinanza e gli incavi del meandro. Siamo tutti all’attacco del pozzo della sala del geode/sala degli anelli/sala Pitagora/sala-tilla e scinni!!!
Scendiamo all’attacco dell’ultimo pozzo e aspettando il gruppo Drughi cominciando a spizzuliare qualcosa, subito dopo però arrivano i primi del gruppo che ci segue così decidiamo di mangiare appena usciti. Ultimo pozzo e poi via verso l’uscita.
I ragazzi escono dalla consueta via, io invece decido di uscire dalla risorgenza; ad un primo esame il livello dell’acqua non sembra tanto alto, penso: sarà soltanto l’acqua torbida, non può essere tanto alta! Cosa che invece viene smentita al secondo esame, l’acqua era abbastanza alta e l’uscita dal pertugio più vicino non era nemmeno tanto agevole a causa del materiale pseudo coerente che vi era alla base (si sciddicava i muoriti).
Alla fine ce la faccio e ritrovo il gruppo intento a crogiolarsi al sole; smorbata continua data dalla diffusa presenza di parietaria, e dopo ci avviamo alle macchine faticando non poco per l’acchianata.
Ci cambiamo, ci asciughiamo, aspettiamo il resto della combriccola e poi partenza alla volta di Palermo…che riusciamo a raggiungere non prima di aver ammirato la bellezza dei templi illuminati nella notte.


Gruppo Drughi
Come hanno già scritto i rappresentanti degli altri gruppi, dopo esser giunti allo spiazzale antistante la grotta, tra mille soste e peripezie, e dopo aver fatto le formazioni, siamo tutti pronti per la prima avventura ipogea dei ragazzi del corso di quest’anno. A noi tocca la seconda posizione e ci ritroviamo a scherzare davanti l’ingresso attendendo il libera del gruppo che ci precede, anche per smorzare la crescente tensione dei ragazzi, che più si avvicinavano più sudavano! Ma superato il primo shock da impatto col buio, il gruppo torna a scherzare in allegria e tranquillità. All’inizio stentiamo a trovare un nome adeguato, ma ritrovandoci a chiacchierare alla prima sala, aspettando che il gruppo 1 scenda il primo pozzo, ci troviamo tutti d’accordo sul nome: saremi i drughi.
“Ed eccoci là, cioè io Tappina e i miei drughi “…(ehm..forse mi sono immedesimata un po’ troppo!!!) : Ciccio, il Principe , Anto-nella (testo-nella), Luisa( film i tigno), Umberto (paolo limiti), Francesca(quella che parla cosììì) e Stefania.

http://www.youtube.com/watch?v=UAVvP-gmpok

Presi dall’entusiasmo, nell’attesa, cominciamo a rimembrare le scene più belle dei film IL GRANDE LEBOWSKI e ARANCIA MECCANICA, e con grande stupore ci rendiamo conto che qualcuno non li aveva mai visti e non sapeva di cosa stessimo parlando O_o …provvediamo subito ad aggiornarla e ci facciamo promettere che li avrebbe visti al più presto ( vero Francesca !?!?! )

http://www.youtube.com/watch?v=gp3DEU6zbaE&feature=related

Dopo qualche piccolo intoppo, risolto con un soccorso uomo ad uomo, anzi, uomo a donna, riusciamo a scendere tutti alla base del primo pozzo, si decide all’unanimità che il trasporto dello stracolmo sacco cibo spetti al Principe e così ci avviamo allegramente verso il secondo pozzo. Il percorso che ci aspetta è molto tortuoso, ci si ritrova a cambiare bruscamente posizione, ci sono tratti da fare in piedi, zigzagando lungo i meandri e subito dopo ci si ritrova proni a gattonare fino a strisciare nei bassi laminatoi, insomma un percorso divertente e sempre vario…talmente vario che io, che non tornavo alla zubbia da 2 anni , credevo all’inizio di essere in un’altra grotta…arrivati al sifone non avevo più dubbi…era tutto cambiato, niente era come lo ricordavo…incredibile rendersi conto di ciò, della forza straordinaria dell’acqua che nel giro di 2 anni riesce a sconvolgere in questo modo le morfologie della grotta, rendendola quasi irriconoscibile..che spettacolo!!
Superato lo shock del sifone allagato, ci ritroviamo infine a riprendere fiato all’attacco del secondo pozzetto, solitamente luogo di combattimenti sanguinari, ma sta volta, proprio grazie al lavoro svolto dall’acqua, praticamente privo di qualsiasi materia prima per fabbricare bombe, pochissimo fango e tante pietre: troppo pericoloso e poco divertente, riusciamo a mala pena a infangarci le facce con le dita sporche, e vabbè per quest’anno niente battaglie all’ultimo sangue…” ho visto morire i miei compagni con la faccia nel fango perchè io e lei potessimo goderci questo locale per famiglie!!!!!” [Walter]
Proseguiamo allegramente il nostro percorso all’inseguimento del gruppo 1 che ci precede e che da un po’ non si sente più nemmeno in lontananza, e di tanto in tanto I drughi, affamati di sapere, si fermano per qualche domanda geologica a cui Ciccio dà subito esaurienti risposte. Arrivati all’ultimo pozzo troviamo il primo gruppo quasi al completo che stava terminando la discesa, ci sistemiamo nella sala degli anelli e tra scherzi, risate e qualche principio di ipotermia attendiamo il nostro turno. Finalmente arriviamo alla base, ci attendono solamente gli ultimi meandri ed eccoci al pozzetto di risalita, lascio il gruppo e mi avventuro verso la risorgenza, l’avevo fatta 2 anni prima per il mio corso e volevo capire se anche quest’anno si poteva uscire senza problemi, ignara della precedente avventura di Ceres, mi inoltro sopra l’ultimo masso e dopo una prima analisi decido che l’acqua non avrebbe superato la vita (si trattava quindi di bagnarsi solo le mutande che ero riuscita a conservare asciutte fino ad allora!!!) ed essendo ormai fuori ne valeva la pena, quindi con molta tranquillità mi butto….praticamente in una piscina in cui l’acqua mi arrivava alla gola!!! Dopo le iniziali urla (l’acqua era gelida!!!), riesco ad uscire dalla piccola fessura triangolare, non senza qualche imprecazione ma ridendo come una pazza, sarebbe stata una scena troppo divertente da vedere…ma per fortuna me la sono goduta solo io!
All’uscita trovo il primo gruppo che ci attendeva crogiolandosi al sole, li raggiungo e condivido con Ceres le impressioni sulla nostra avventura da speleo-nuotatori, oltre a tutto il suo morbo che sputava mentre parlava!!! Appena tutti i drughi risalgono ci compattiamo e cominciamo la salita della collinetta, arriviamo distrutti alle macchine ma soddisfatti e felici, tutto è andato bene, ci siamo divertiti e siamo stati velocissimi!!!



Gruppo ScrikkiaNespole (‘nchia squatruni!!)
Formazione:
Elena, Stefania, Marco (detto “NonCiPasso” proprio in occasione), Claudia (..quella senza ErreMoscia..:)), Giorgina, Lombrellone e Stokka (detta anche ScrikkiaNespole…e qui si spiega il nome della squadra!)
Dopo la consueta pausa pregrotta per il cambio dell'acqua al grazioso casolare diroccato, la squadra scrikkia è pronta a partire in posizione numero 3!
Con tutto che ce la fissiamo 2 ore tra l’esterno e la prima sala, arriviamo all’attacco del primo pozzo, dove troviamo praticamente tutti..
Giorgina ne approfitta per farsi una dormitina, considerando che aveva passato la notte precedente a lanzare anche le budella!
Gli altri cominciano a raccontare i soliti aneddoti speleologici finchè a qualcuno viene un’idea grandiosa e realizza un grazioso “babbalucio” di fango…
Ed ecco che la vena artistica di ognuno di noi prende vita! Elefanti, giraffe, orsetti, maiali, brontosauri e specie non bene identificate (..vero Ponzio??:D) invadono la prima sala della Zubbia!
Oh..veramente complimenti a Daniele…ragazzi che manualità!!
(Per chi dovesse tornare alla Zubbia..lui ha fatto l’elefante e la giraffa, neanche a dirlo, sono i più belli di tutti!!....io ho fatto il brontosauro..erano ammessi anche animali estinti!*)
Finalmente arriva il nostro turno! La discesa procede tranquilla fino alla base del primo pozzo, dove ci accoglie Il “Piviere dorato”, e si prosegue più o meno tranquillamente tra meandri e laminatoi….(…i laminatoi me li ricordavo più alti…0_O). Estasiati da ciò che ci circonda proseguiamo fino a quello che io mi ricordavo essere un sifone secco….
SECCO??? Tutta l’acqua della grotta aveva deciso di riunirsi là!
Penso..Beh..allora, o abbiamo sbagliato strada (…ma come caz si fa a sbagliare strada alla Zubbia visto che ce n’è una sola!), o qualcuno ha deciso di combinarci qualcosa (…e anche questo è poco probabile…va bene lo scherzo ma ad allagare una grotta ce ne vuole!).
L’acqua è abbastanza alta ed il fondale morbido e instabile..basta poco ad arruciarmi fino alle mutande…Olé!**
Ma siccome siamo una squadra di duri che non si perde d’animo decidiamo di mangiare tutto quello che abbiamo nel sacchi per evitare di far bagnare tutto durante il passaggio!:D (“megghiu diri chi sacciu ca chi sapìa” dicitur..). Aspettiamo la squadra dei pezzenti e organizziamo una catena di montaggio che permette di far passare sacchi e personali oltre il sifone. Tra urla e si..anche qualche invocazione proseguiamo senza problemi fino alla risorgenza, aldilà della quale ci aspettano gli ultimi raggi di sole. Aspettiamo la squadra dei pezzenti e ci incamminiamo verso le macchine, dove ci attende il resto della compagnia.
Cazzeggio di routine e via verso casa…o almeno così si tenta di fare…
Forse perché stanchi o forse perché semplicemente siamo noi…il gruppo si disperde…chi va verso Sciacca, chi verso Agrigento, chi addirittura a poco arriva a Mazara del Vallo!!!...non so cosa esattamente sia successo...ma so che mi sono ritrovata a Porto Empedocle a mangiare arancine e tracannare birra con una bella compagnia!!!
Finisce così un’altra piccola avventura. Complimenti ai corsisti: un nuovo record per la Zubbia!

*n.d.r. la specie Brontosaurus excelsus (Marsh 1879) si ritiene decaduta e sostituita attualmente con la specie Apatosaurus ajax (Marsh 1877), per la regola della priorità.
**Tipica espressione usata dai Toreri Madrilensi.

Guppo pizzienti
La mia squadra denominata "i pizzienti" composta da me, Ponzio e Sebastiano come aiuti e Daniele, Claudia, Alessia e Ciccio come corsisti siamo stati gli ultimi ad entrare.
L'attesa è stata lunga soprattutto al primo pozzo e per passare il tempo abbiamo cominciato a fare animali col fango, si passava dalle splendide creazioni di Daniele alle palle di fango di Ponzio che abbiamo scoperto avere la manualità di un rinoceronte. Scendiamo abbastanza velocemente e senza grossi problemi eccetto il sifone che ha lasciato tutti a bocca aperta, ancora mi rimbomba in testa la frase di Daniele ".....e io ho pagato per questo!". Usciamo e ancora c'è luce, ad aspettarci una manata di sterco senza eguali...



Notizia di Ceres, Tappina, Stokka e Simone
Foto di Miglio (L'infiltrato)

Palestre degli incontri

Si sono concluse le palestre di roccia previste nelle attività pratiche deli Incontri sulla Speleologia 2010 per studenti e laureati della Facoltà di Scienze MM.FF.NN.



martedì 4 maggio 2010

Incontri sulla Speleologia 2010

Sono partiti il 23 aprile gli Incontri sulla speleologia 2010.
Anche quest'anno l'organizzazione è in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geodesia dell'Università degli Studi di Palermo, e anche quest'anno si è registrato il pienone... con 20 persone iscritte.

martedì 6 aprile 2010

3 Aprile Acquapark Monte Conca

Mentre il sole dorme ancora io e la duchessa siamo già in viaggio per recuperare Miglio e la Friulana, dopo una veloce sistemazione del materiale siamo già in viaggio verso il luogo dell’appuntamento Villabate…
Mai come stavolta il posto fu tanto sbagliato visto che ci siamo ritrovati nel bel mezzo del mercato ortofrutticolo, dopo aver fatto 200 giri della rotondo per “incocciare” l’omino Claudio e consorte finalmente troviamo un posto accogliente per l’attesa di: Però, Padre Ciolla, Nemo e Tappina che portano un leggero ritardo…
Non si sa per quale grazia divina alle 8:30 spaccate siamo al bivio per Milena dove troviamo Marco V e si prosegue per il meraviglioso parco di Monte Conca.
Dopo qualche convenevole si comincia la vestizione e si parte carichi di buone speranze ed entusiasmo, ad un certo punto si comincia a sentire un allegro scroscio di acqua che man mano diventa sempre più violento. Per chi non conosce la grotta c’è una scala in allumino da scendere, questa era travolta da una cascatella -prima acqua presa!!- e poi si prosegue dentro guadando praticamente un torrente. Dopo una veloce lezione su cosa è una faglia il Vattano distribuisce i flash e spiega cosa fare una volta in posizione ovviamente dopo che ha finito la spiegazione Io Miglio Tappina e la Friulana ci siamo guardati in faccia pensando “Ma che m… dobbiamo fare?” nel frattempo Nemo e Però avevano già cominciato ad armare.
Scendono Marco Miglio e la Friulana , si scatta qualche foto nel frattempo noto che Tappina mette il cappuccio… mmm preannuncio di sventura… seguo il suo gesto e ci comunicano che l’operazione è annullata per la troppa acqua. Miglio risale bagnato dalla testa ai piedi idem la Friulana intanto prese dalla foga Tappina e la Baronessa si preparano a scendere nonché il grande capo mi nomina per andare a chiamare Nemo e Però seeeeeeeee!!! Con l’entusiasmo di un ermellino scozzese mi calo e noto una leggerissima umidità… andando avanti mi rendo conto che sono nella m… oramai gli stivali averli o no non fa alcuna differenza, finalmente trovo i 2 malcapitati e comunico la bella notizia. Mentre Però comincia a disarmare Nemo ha la bella idea di farmi scendere ancora , altra acqua stavolta ancora più violenta tant’è che avere la tuta o no non fa alcuna differenza forse… Si comincia la risalita umida ma visto che la cosa era troppo semplice mi accollano la sacca con il materiale… dopo essere caduto 14235 volte con altrettanti bagni si arriva alla base del primo pozzo dove faccio notare ad un Però mezzo assiderato il movimento turbolento dell’acqua che oltre a scendere a cascata da sopra ti arrivava in faccia anche orizzontalmente misteri del creato… Finalmente arrivo stremato, bagnato ed eunuco all’attacco del primo pozzo dove l’allegra combriccola si diverte a prendermi in giro dopo aver raccattato tutto e tutti si procede verso l’uscita non prima però che io cada stremato un altro paio di volte con il sacco in spalla.
SOLE amato sole finalmente possiamo denudarci asciugarci e rifocillarci, tra scherzi battute e furti di biancheria intima. Mentre ci si riposa Marco nomina uno a caso per pulire le corde… io, che dopo averle lavate con l’amore di un antica lavandaia veneta cedo a gli altri l’onore di filarle.
Sistemato il tutto si decide di continuare l’avventura al decathlon di San Cataldo dove dopo svariate ore ne usciamo tutti più poveri e molti con più debiti… Birra di rito con annesse mi….ate di rito e poi si vola a casa.

Notizia di: Tutina

Partecipanti: Marco V., Xò, Nemo, Tappina, Tutina, Padre Ciolla, Sfincionara, La Baronessa di Carini, Pampers, Clo, Miglio

martedì 30 marzo 2010

Grotta dell’Acqua Fitusa - 28/03/2010 - (The “Speleo Nonnolo” Meeting)

La “Scassa Pagghiari” production colpisce ancora…

Miglio, La Friulana (al secolo Martina), e Padre Ciolla, alle ore 8, si avviano verso quello stato a se stante chiamato Cruillas, per prelevare i Claudi… i quali (sciarriati con la tecnologia) scordandosi di mettere l’orologio di un’ ora avanti, al loro arrivo ancora runfuliavano della bella… cosi tempo di un caffè, in casa Malato, i due si preparano, verso le 9.00 il gruppo è in macchina e si dirige verso il panificio, preso il pane si parte alla volta di Cammarata… se non che, uscendo dal posteggio, un uomo in Panda verde ha avuto la felice idea di strisciare contro il parafango anteriore della macchina del povero Miglio (macchina relativamente nuova ma dall’aspetto di un catorcio), altra perdita di tempo… 9.30 risolti i problemi con l’uomo dallo sguardo vispo, si parte alla volta di Cammarata… e sta volta veramente!
Dopo circa un oretta e mezza di strada (ce la siamo presa comoda) e dopo un altro caffè il gruppo giunge in quel di Cammarata, un pò di tempo passa per la vestizione ma all’ incirca verso le 12.00
Si parte per entrare… l’avvicinamento è molto breve, non piu di 100 metri in linea d’aria, e di questo ne è lieta Lady Lagnusy (al secolo Claudia) la quale, non ostante ciò, arriva stanca all’ ingresso!
L’ingresso della grotta è un antro abbastanza grande, in fondo al quale si apre un cunicolo che porta ad un salone ancora più grande, il quale, è caratterizzato da un enorme volta al centro, da molte forme simili a piccole volte sulla destra e da molti blocchi di crollo sulla sin
da questo salone si procede in due direzioni, una è alla destra dell’ingresso, e porta verso un secondo ingresso,







vicino al quale si trovano svariati aculei di istrice, il che fa pensare che la cavità sia usata da questi animali come tana, ma purtroppo o per fortuna… l’incontro non è avvenuto, l’altra via si imbocca in fondo al salone principale, in linea d’aria di fronte l’ingresso, la quale si sviluppa in uno stretto cunicolo caratterizzato da una frattura che lo percorre al centro per tutta la sua lunghezza,





qui si procede a 4 zampe (e le rotule Friulane ringraziano) e ci si sente come dei giganti a cavalcioni sul grand canyon, il cunicolo procede tortuoso e intervallato da salette dove ci si puo alzare per sgranchirsi un po,



fino a chiudere del tutto, tornando indietro e salendo un pochettino si giunge un'altra piccola saletta che si apre sopra il cunicolo precedente (chiamata sala pranzo data la sua comodità per abbuffarsi in allegria) e qui la grotta finisce!
L’obiettivo di questa uscita, oltre alla solita passeggiata ipogea, è stato quello di fare qualche bella foto, questa volta è stato messo un pò da parte il solito semplice “turismo” e ci si è un pò impegnati a cercare di fare qualcosa di più, con la speranza che questa sia una di una lunga serie per poter crescere e per poter apprezzare tutti i lati della speleologia, quelli piu scientifici o piu tecnici, che sul momento possono sembrare fastidiosi ma che fanno parte in pieno di questa attività, e per ciò vanno apprezzati e sfruttati come spunto per migliorare!
Il tempo dentro è trascorso facendo foto (Claudio ha deciso di fare il Fabrizio Corona della situazione e a suo rischio e pericolo di portare la sua reflex), mettendosi in posa, illuminando da un lato, dall’altro, facendo prove, usando il flash, ma non ostante ciò, il babbio non è mancato e nemmeno lo schitcchio (per chi panini con maiali interi dentro per chi brioches e cioccolato)!
Durante il tempo speso li sono stati avvistati parecchi pipistrelli di due specie diverse,








molti ragni, e anche qualche topo infastidito dalla nostra presenza… e dopo tutto questo si decide di uscire.
Verso le 15.00 il gruppo si avvia verso la macchina ma non prima di aver fatto un’ ultima foto di gruppo… ed è li che e avvenuto l’incontro… da dietro la collina con il suo cappello bordeaux ella “Pisolo dei 7 nani” spunta lui… tale ------- Salvatore… soprannominato dal gruppo “Speleo Nonnolo” anziano signore dall’accendo Agrigentino ’ncarcato, per lo piu incomprensibile, un po suonato di testa, il quale ha dimostrato un particolare interesse verso di noi e verso ciò ce facevamo, osservandoci con fare cuoriso, e soprattutto ha dimostrato un particolare interesse verso l’età di Claudia (cosa che avrà chiesto almeno VENTICINQUE volte), dopo aver passato un po di tempo con questo simpatico individuo e dopo aver asciugato un po le chiappe al sole…









stanchi ma ancora una volta soddisfati si fa strada verso Palermo, accompagnati dai magnifici paesaggi siciliani e da un sole caldo… ore 18.00 la compagnia giunge a destinazione!

Alla prossima!

Notizia di: Miglio

Partecipanti: Miglio, La Friulana (Martina), Padre Ciolla, Lady Lagnusy (Claudia), Speleo Fabrizio Corona (Claudio) e Special Guest “Lo Speleo Nonnolo” (Salvatore)

Foto: Claudio, Miglio

lunedì 29 marzo 2010

27 Marzo Lucertole a sferracavallo

In vista del nuovo corso e approfittando del sole abbiamo deciso di organizzare una bella palestra di roccia in uno dei posti più belli nel mondo delle palestre di roccia: Sferracavallo.
In questa palestra abbiamo unito l'utile e il dilettevole:
abbiamo stuppato gli spit in vista del prossimi incontri sulla speleologia, giusto per accorciare i tempi durante le escursioni;
abbiamo approfittato anche per far armare le campate a chi deve fare un po' di pratica e sono venuti fuori dei problemi cosa molto buona! Meglio che escano fuori ora gli errori, e anche i problemi su quale e quanto materiale portarsi;
ripasso di tecniche di progressione per chi non si muoveva da tanto, per chi si scanta ancuora del vuoto, e per chi vuole sgranchirsi le gambe (e le ginocchia hihihi).

Il tempo non è stato molto clemente di mattina un po' di nuvole, e appena le nuvole si sono spostate il sole è sceso oltre la parete portandoci in ombra.

Partecipanti: nemo, giorgina, Silvia&Silvietta, Padre ciolla, Sam, Xò, pampers, CCC, Claudio, Ponzio, Sandro, AlbertoProteo
Foto: Sandro

lunedì 22 febbraio 2010

mercoledì 17 febbraio 2010

Si vendono le grotte di Postumia.. ma siamo pazzi???

Tratto da "Il Piccolo" di Trieste - Articolo di di Mauro Manzin; foto estratte dal sito:

http://ilpiccolo.gelocal.it/multimedia/home/23112059/1/1

Slovenia, venti milioni per comprare le Grotte di Postumia

Grotte di Postumia in vendita per sanare il buco finanziario della Istrabenz. Va all’asta la società controllata che ha in concessione le celebri e immense cavità carsiche e la proprietà del castello adiecente l’ingresso della grotta principale. Prezzo base 20 milioni di euro



Grotte di Postumia
TRIESTE ”A.A.A. Grotte di Postumia vendesi”. Non è uno scherzo di Carnevale. Il buco finanziario della società Istrabenz, infatti, costringe la diretta controllata che si occupa del settore turismo, ossia la ”Istrabenz Turizem” a vendere i suoi "gioielli” per cercare di venire incontro alle pressanti esigenze delle banche creditrici. E così ha deciso di mettere all’asta la società ”Turizem Kras” che ha in concessione la gestione delle Grotte di Postumia e la proprietà del castello adiacente l’ingresso dell’immensa cavità carsica.



VALORE. Il prezzo di base è stato stabilito che sarà di 20 milioni di euro, ma secondo gli esperti, se l’”Istrabenz Turizem” ne raccoglierà 15 di milioni potrà ritenersi soddisfatta.

SACRILEGIO. Qual è il maggior timore che ora circonda la Grotta e i suoi abitanti? Che a subentrare nella concessione ventennale delle grotte sia un acquirente straniero. Una sorta di sacrilegio. Così il presidente dell’Associazione industriali di Postumia Igor Blazina ha subito preannunciato che i consociati sono anche loro pronti a predisporre un’offerta per la gestione dell’area turisitica di Postumia. Le offerte dovranno pervenire entro il 15 marzo. Le buste saranno aperte nel mese di aprile quando il venditore potrà stringere gli accordi di rito con l’eventuale compratore della società Turizem Kras.


L'OPERAZIONE.
L’Istrabenz Turizem vende così principalmente il marchio commerciale delle Grotte di Postumia a cui lavorano 130 dipendenti, nonché il castello di Predjama e alcuni altri immobili dislocati a Postumia, ma di valore minore. La società Turizem Kras ha fatto registrare nel 2009 10,5 milioni di euro di incasso (erano 11 nel 2008), di questi solo 6 milioni dai biglietti d’ingresso alla Grotta di Postumia per un totale di mezzo milione di visitatori, più di 600mila euro dal biglietto d’ingresso al Castello di Predjama. L’utile netto è stato di 1,42 milioni di euro.



ORGOGLIO. Il battagliero presidente dell’A ssociazione industriali Igor Blazina ha dichiarato al quotidiano lubianese ”Delo” che all’interno della locale Assindustria si stanno dando un gran da fare perché la loro possa risultare l’o fferta vincente perché in un caso come questo è fondamentale che la gestione delle bellezze naturali della Slovenia rimanga in mano slovene. «Di certo - ha dichiarato - noi sloveni, quando nel 1990 abbiamo votato per l’indipendenza non avevamo in mente fatti simili».



MINISTERO. Laconica la risposta del portavoce del Ministero dell’economia sloveno, il quale spiega che l’esecutivo nel 2008 ha rinnovato per 20 anni il contratto di concessione delle grotte alla società Turizem Kras e non ai proprietari di questa società, per cui la Istrabenz turizem non può incidere sui diritti di concessione. Del resto, hanno altresì precisato Lubiana, che il governo non può in alcun modo intervenire per garantire chi sarà colui il quale in questo caso subentrerà nella proprietà, perché se così facesse si ritroverebbe sul capo una procedura di infrazione da parte dell’Ue.
RIPRODUZIONE RISERVATA
(16 febbraio 2010)

giovedì 4 febbraio 2010

3 febbraio 2010 – Zubbietto di Pizzo Neviera – L’inverno del Nostro Scontento

Grotta molto improvvisata questa volta, la potenza di un mezzo di comunicazione come msn e il fancazzismo dei partecipanti hanno reso possibile l’organizzazione di una uscita in tempi record. La grotta scelta è lo Zubbietto di Pizzo Neviera, in località Belmonte Mezzagno.

Tappina e Simone si fanno trovare a casa mia verso le 10, imbarchiamo tutto il materiale sul mio santanino “che non barcolla e non molla” e partiamo alla volta del paese sopraccitato. Ci cambiano con calma e appena siamo pronti partiamo, in questo momento uno dei partecipanti all’uscita fa la sua apparizione “la merda di vacca” (meno male che era secca!!!). Cominciamo a fare strada e dopo 10 minuti siamo all’ingresso della grotta, che presenta un piccolo pozzetto abbastanza fattibile in arrampicata. Da qui alla nostra destra (n.d.r. destra e sinistra a volo di pipistrello) uno scivolo molto fangoso ci porta all’inizio dell’unico pozzo di una quindicina di metri. Arma Simone, segue Tappina e per ultimo scendo io.

Il pozzo termina su un terrazzino, a sinistra di questo c’è uno scivolo, molto fangoso, che porta al primo ambiente. La grotta è impostata su frattura, dopo questo primo ambiente ci sono due strade una che va in basso e una che sale. Noi prima arriviamo al fondo di quella che scende e poi, tornando indietro, in quella che sale. Vado a vedere io se la via è fattibile; arrampicandomi con lo sbalanco a sinistra e le fragilissime concrezioni a destra mi esibisco in una specie di limbo speleologico tra le concrezioni (al quale qualcuno mi ha raccomandato di stare molto molto molto molto molto molto molto molto molto attento).

Spizzuliamo qualcosa in una nicchietta che a Sarah è piaciuta MOLTO e poi risaliamo lo scivolo per vedere l’altra parte della grotta. Questa a differenza della precedente è composta da una frattura riempita da blocchi di crollo molto concrezionati, molto frequenti cannule e piccole stalattiti in formazione, alcune però secche e in via di disfacimento. Arrivati al fondo cominciamo a risalire. Esce Simone poi Tappina e alla fine disarmo io.


-Inizio Momento Dislessia-

Ricordo a Simone che fuori ho messo i suoi guanti dentro il mio cellulare o meglio il mio cellulare dentro i suoi guanti.

-Fine Momento Dislessia-


Adesso c’è da affrontare lo scivolo fangoso iniziale, tutt’altro che una passeggiata. Alla fine siamo tutti fuori per le 16 a vedere “ki beddu panorama!!!”.

Ci avviamo verso la macchina scoprendo due nuove specie endemiche di Belmonte: la Muzzola ( incrocio tra una mucca e una puzzola)

e il Manda (incrocio tra una mucca e un panda). Partiamo per le 17 alla volta delle classiche birra e patatine e poi a casa a farsi, per chi ne ha bisogno, la doccia.


…e adesso l’inverno del nostro scontento vien fatto gloriosa estate da questo sole di York… (William Shakespeare. Riccardo III – Atto Primo – Scena Prima)



Notizia e Foto di: Ceres

Partecipanti: Simone, Tappina, Ceres e la sua Dislessia, la Muzzola, il Manda, la merda di vacca.

lunedì 1 febbraio 2010

Grotta Pietrazzi - 31/01/2010 - (Piccoli speleo crescono…)

Appuntamento ore 9.00 a casa di Claudio, (praticamente a 10 metri da dove si posteggia) tappa caffè e tappa panini e si và verso la meta.
La giornata non è delle migliori e il cielo, che non lascia presagire nulla di buono, dopo poco ci regala le sue gocce gelide, così sotto un incessante pioggia ci cambiamo e passiamo alla modalità “underground”.

Sotto la pioggia non è facile ricordare il percorso, è di qua! No è di la! Comunque poco dopo riusciamo ad individuare l’ingresso, apriamo la porta, e ad uno ad uno scendiamo verso le tenebre!

Io vado per primo, entro felice perchè per la prima volta siamo soli… non c’e nessuno che ci dirà cosa fare… la strada la dobbiamo trovare noi, e in un batter d’occhio scivolando in mezzo al fango siamo tutti nella prima sala (caratterizzata da un tetto super-concrezionato e da un laghettino ai lati del quale si dipartono le due vie che portano giù), scendo per la via di sinistra con i Claudii dietro, faccio un bolina per facilitare la discesa dello scivolo, arrivati giù tocca a me fare gli onori di casa e cosi presento, a chi non era mai venuto, Giulio (enorme masso in bilico sul vuoto che sta li fermo non si capisce come, e che non deve essere assolutamente toccato), nessuno sembra felice di conoscerlo ma lo si supera con tranquillità e si scende verso il fondo…
a tutti piace questa grotta forse per la sua bellezza, forse per le sue meraviglie, forse perché per scendere non usando corde si sta a contatto con la roccia ci si mette alla prova, a volte si vincono anche paure o forse e solo bella e affascinante… intorno a mezzogiorno arriviamo nella sala finale, nella quale ci concediamo un po’ di relax, un po’ di babbio e un po’ di cibo prima di esplorare il fondo e i suoi spettacoli.
Salgo io sulla parte sinistra del salone, quella che porta al laghetto, arrivo su e faccio un bolina per agevolare la salita, quando siamo tutti su facciamo qualche foto, stiamo un po’ li a goderci quelle forme, poi scendiamo e ci dirigiamo verso destra dove si arriva ad una saletta bassa il cui tetto è

denso e strapieno di concrezioni e il pavimento è tappezzato di concrezioni rotte, non si capisce se la causa di questo danno sia solo naturale o se ci sia lo zampino dell’uomo in mezzo, anche qui passiamo un pò di tempo a scattare foto e a scherzare, poi la stanchezza si fa un pò sentire cosi decidiamo di prendere la via del ritorno, tutto procede per il meglio, ma stavolta si sale dall’altra via quella un po’ più difficile ma di sicuro più soddisfacente, arrivati su Gregorio disarma lo scivolo e dopo poco (alle 14.00 circa) siamo tutti fuori!
Siamo tutti soddisfatti di questa uscita, soddisfatti (per quanto potesse essere semplice la grotta) di essercela cavata da soli e di aver apprezzato ancora di più questa attività… e cosi ci si avvia verso la macchina e poi verso l’immancabile bar per birra e schiticchio!

E per fortuna senza morti e feriti la prima uscita degli “scassa pagghiari” si è conclusa!

Alla prossima…

Notizia di: Miglio

Partecipanti: Miglio, Gregorio, Claudio&Caludia, Sfincionella, Ponzio

Foto di: Miglio

sabato 30 gennaio 2010

Grotta del Pidocchio 29-1-2009

Grotta del Pidocchio

The speleo-rodeo party

Era un venerdì di sabato mattina quando cinque nobili speleogiovani decisero di esplorare un pidocchio…no, non è il nuovo trailer di Maccio Capatonda!
L’appuntamento era alle 9:00 nella piazza dietro la fiera e nonostante il traffico mattutino ritardiamo soltanto di mezz’ora e accompagnati da una dolce e simpatica pioggia ci avviamo verso la meta.
Arrivati li posteggiamo tra le fresche frasche e nel silenzio della montagna si sentono solo i soavi rumori di ferraglia, non esiste un sottofondo migliore!
Siamo pronti e pieni di energie per la lunga e stancante camminata che ci aspetta…cammina cammina ed eccoci finalmente arrivati! (esattamente 2,45 metri oltre il guardrail..)
L’ antro si vede già dalla strada e arrivati li : chi arma?....dai Marti arma tu. E io: - ceeeerto, finalmente!
Tra le spiegazioni, i consigli e le domande su come e dove è meglio armare…sotto la supervisione di Nemo e dello Sfincionaro armo il primo pozzo in cui mi sono sentita un po’ sola perché non vedevo scendere più nessuno per un be po’ di tempo, ma....mi vogliono lasciare qui e se ne vanno? e poi.. ecco Nemo! Intanto armo il secondo pozzo, sempre sotto la supervisione di Nemo e mentre scendono gli altri noi arriviamo al sali-scendi. E comincia il rodeo! Sto bolina si incastra ovunque tranne che nei posti giusti! Finalmente dopo svariate prove e cambiando metodo Nemo e Sfincio riescono a salire e ad armare, sale Miglio..salgo io..sale Sarah e comincia a farsi sentire la fame.
Tocca a Miglio armare: “ouuuuu u pitittu mi sta facinnu acitu spicciati!” (Nemo ha fame!).
Scendiamo tutti al fondo pieno di belle concrezioni e meduse e…il presepe! La fame si placa ma anche l’aria viene sempre meno...se solo non fosse per tutta quella CO2 si dormirebbe benissimo li sotto!
Cominciamo la risalita e in meno di un’ ora siamo tutti fuori, ci cambiamo e ovviamente raggiungiamo l’ulitma tappa: birra e cibo!
E purtroppo adesso tutti a casa..

Notizia di: Marti

Partecipanti: Nemo, Sfincio, Miglio, Marti, Sghiry

giovedì 28 gennaio 2010

MORTO UN FIANDRA SE Ne’ FA UN ALTRO 2/11/2009

MORTO UN FIANDRA SE Ne’ FA UN ALTRO

Ovvero

La Pokemon cave

Solito e probabilmente ultimo appuntamento alla Rotonda di Via Oreto, causa nuove disposizioni al traffico, ci si avvia verso Belmonte Mezzano per raggiungere il Fiandra. La grotta si sviluppa lungo un'unica faglia, all'interno della quale i vari ambienti sono separati da grossi blocchi crollati e grandi concrezionamenti. Naturalmente ogni speleouscita se non è contraddistinta da eventi particolari o situazioni che hanno dell’incredibile significherebbe che qualcosa è andato storto e oggi il denominatore comune dell’uscita è il giorno dei morti. Quindi armarti della nostra memoria e della mappa del tesoro ci dirigiamo nel territorio di Belmonte alla ricerca del Fiandra. Arrivati in zona, inizia il nostro peregrinare sui monti segnati da “.mi ricordo che.” oppure “Ma si vedevano le cave dal posteggio…e qui non né vedo…” e il nostro caro Simone fiducioso della mappa insiste su “... nella mappa c’è scritto che dobbiamo trovare il cartello della contrada quindi andiamo avanti..”. Finalmente dopo un’oretta piena incrociamo dei nativi del luogo e alla domanda dove è il cartello la risposta è stata “..io c’è lo messo..” il che spiega tutto, cosi ricordiamo sia la mappa sia il cartello. Trovata la zona, iniziamo a vestirci e tra frizzi e sollazzi ci si avvia all’ingresso e per l’occasione arma il sottoscritto: traversino di sicura, coniglio e giù nel mondo ipogeo. Nell’unico frazionamento trovo il fix e inizio a svitare il dado ma, ben presto, mi accorgo che più che svitare il dado sto svitando il fix e, infatti, il dado è un unico corpo con il tassello quindi commemoro la fine del fix. Per fortuna c’è lo spit e inizio ad avvitare l’anello, azione che non porto a termine per la scomparsa della filettatura dello spit non resta che rifare il frazionamento… Risolti questi imprevisti ci ritroviamo alla base del pozzo di fronte al bivio: una via che porta ad un pozzetto e ad una camera e altra via che porta fino al fondo e tra un civile scambio di opinioni imbocchiamo la via sbagliata. Ritorniamo al bivio e ci avviamo verso il fondo. Il tratto presenta una notevole pietraia che scarica direttamente dentro la via e nella strettoia quindi ci avviamo singolarmente, apre Simone. Simone si rende conto che qualcosa non va e chiede vicino a se qualcuno che ha già visto la grotta, in suo aiuto arriva Catarina che con la tecnica denominata “gambe larghe che arriviamo tutte quante” scende lei e una notevole quantità di pietre cosa che non rende felice Simone. Fatto sta che iniziamo a risalire il pozzo d’entrata per andare alle macchine, il motivo? Il passaggio non esisteva più, la via era completamente trasformata e lì dove c’erano blocchi che si superavano in arrampicata ora non c’erano più, almeno, da ciò che si poteva vedere dalla strettoia modificata. Infine tutti a Palermo a bere cioccolata calda.

Si dedica una ben nota canzone al Fiandra e alle sue trasformazioni:

Cos'è cos'è questa sensazione?
E' come la goccia che mi passa dentro il maglione
Dov'è Dov'è il frazionamento?
Sto frazionando ma fix e spit non esistono in questa dimensione

E' lei è lei che prende la mia corda.
e il Fiandra mi accompagna in questo lungo viaggio
ma non andiamo lontano
ecco nella via tutto il mio stupore
non è facile guardare in faccia la trasformazione

E' il Fiandra che cambia nella forma e nel colore
è in trasformazione
è una strana sensazione
in un bagno di sudore
E' il Fiandra che cambia...e cambia...e cambia...e cambia...e cambia
Cos'è Cos'è questa trasformazione?
E' come il macigno che staziona nella via

E ora qual'è la mia direzione?
torno indietro con i santi intorno ai fianchi

E' il Fiandra che cambia nella forma e nel colore
è in trasformazione
è una strana sensazione
in un bagno di sudore è il Fiandra che cambia...e cambia...e cambia...e cambia...e cambia.

Notizia: Sandro

Foto: Simone

Partecipanti: Sandro, Simone, Chiara ponzio, Alfredo Tutina, Maddalena catarina, Emilio napocapoorso, Alessandro il principe.

lunedì 25 gennaio 2010

Inghiottitoio di Ciminna-24 Gennaio 2010 -The Neverending Story

Ed eccoci di nuovo qui! Altra domenica altra grotta!

Appuntamento ore 8.00 in viale delle scienze, la squadra è composta da : Ceres, Miglio, Padre Ciolla, Ponzio, Laura (quella che parla così), Sghiry (al secolo Tappina), il Principe e l’indimenticabile Suzuki (barcollo ma non mollo) Santana, non si perde tempo e si viaggia verso Ciminna!

Ore 9.00 arrivo a Ciminna, breva pausa biroches per Ponzio e breve caffè strategico per individuare il bar per dopo, e ci si mette in cerca delle Serre di Ciminna!

Le successive 3 ore sono trascorse alla disperata ricerca di quella f-----a strada che avrebbe dovuto condurre all’imboccatura della grotta, 3 ore nelle quali i nostri eroi sono stati sballottati,

da indicazioni fallaci ed ingannevoli, su e giù per tutto il dedalo di viuzze che circondava la ridente cittadina e per di più accompagnati dal continuo arrancare del Santanino affogato dalla benzina sporca che quel cornuto di benzinaio (gli deve venire nelle corna) gli aveva messo (n.d.r. Pompa A.C. da sostituire), ed e stato piu o meno in quel momento che nelle menti dei suddetti è cominciato a sorgere un atroce dubbio che col passare del tempo si è trasformato in certezza… “qui c’è qualcuno che porta attasso!!” …non si è ben capito chi, se qualcuno dei presenti o qualcuno che aveva avuto l’infelice idea di pensare a loro durante la giornata ma sta di fatto che solo dopo ben 3 ore sono riusciti a trovare un anima pia che li conducesse sulla retta via, sempre sia lodato lui! Uomo delle patate!

Così forti delle nuove conoscenze infusegli dall’uomo delle patate (sempre sia lodato) Ceres e Miglio, a bordo dell’arrancante Santana, vanno in avanscoperta per vedere se finalmente stavolta la via è quella giusta. Infine, ma dopo molte altre vicissitudini, i due trovano il tanto agognato ingresso che appare, come un miraggio, dietro un campo di frumento!!

Ore 12.30 si recupera il resto del gruppo e nonostante l’ora un po’ tarda si decide per entrare!

Ore 13.00 si lasciano le macchine dove possibile, ci si veste, e si comincia a fare strada!

Circa mezzora dopo il gruppetto è tutto radunato davanti l’ingresso e si comincia a scendere.

Il primo a scendere è Ceres, il quale arma nel modo migliore con quello che riesce a trovare (le condizioni degli ancoraggi lasciavano un pò a desiderare) il successivo è Miglio, Laura, Il Principe, Ponzio, Sghiry e infine Gregorio.

La grotta è composta da un pozzo iniziale di 12 metri impostato su una frattura, che in certi punti e larga meno di 30 cm (il che provoca qualche problema a qualche elemento dalla “cachiera” di rilevanti dimensioni), che si affaccia su una galleria molto ampia disseminata di carcasse di coniglio e di guano di pipistrelli, dei quali però si è visto solo un esemplare. In fondo alla galleria sulla destra superando un passaggio stretto si apre un labirinto ricco di concrezioni brillanti e dalle forme più assurde (la più spettacolare è un enorme concrezione a forma di abete che ricorda un albero di natale),

è sempre emozionante una grotta nei gessi, le forme che i cristalli riescono ad assumere sono inimmaginabili! Lo sviluppo della grotta è di 180 metri circa e la profondità non supera i 30 metri, arrivato al fondo il gruppetto non contento si concede un pò di esplorazione; l’ambiente è ricco di cunicoli e fratture fangose nelle quali e divertente infilarsi, sia per il bello di infangarsi sia per mettersi alla prova e per sperare forse, invano, forse no, di trovare un'altra sala e poter urlare a chi sta dietro “CONTINUAAA!!”

Dopo essersi accertati di non aver tralasciato nemmeno il minimo buco inesplorato, si comincia a tornare ma non prima di aver scattato qualche foto per ricordare quelle forme spettacolari, ovviamente facendo massima attenzione a non romperle, così dopo poco ci si riunisce tutti alla base del pozzo e si decide chi disarma, e dopo molti rifiuti, si trova finalmente un volontario… Miglio (non l’avessi mai fatto maledette palle di fango attorno ai nodi), cosi ricomincia la salita!

Giu l’attesa è lunga, cosi si ammazza il te

mpo affrontando vari discorsi, ed emerge che un pò per tutti questa attività, oltre agli aspetti ludici avventurosi e culturali, è anche una fuga dal mondo e dai problemi, uno stacco, una possibilità di rilassarsi e di mettersi anche un pò a confronto con se stessi e con le proprie capacità! Poi si comincia a raccontare barzellette di basso livello per pareggiare un pò i conti con i discorsi seri di prima!

La salita procede senza problemi cosi alle 17.30 si esce e ci si dirige verso le macchina ululando ad una stupenda mezza luna allo zenit, ci si sveste e si parte alla volta del bar individuato di mattina per gli immancabili birra, patatine e babbio!

Ore 19.30 si comicia a fare strada verso casa…

Ore 20.30 si arriva a Palermo stanchi, sporchi, ma soddisfatti… e contro ogni pronostico anche questa avventura è finita!


Alla prossima!


“i due dopo 3 mesi, schifati l'uno dell'altro, si guardarono negli occhi e dissero… dai seppelliamola!”


Notizia di: Miglio

Foto di: Ceres

Partecipanti: Ceres (Ciubecca), Miglio, Padre Ciolla, Ponzio, Laura (quella che parla così), Sghiry (al secolo Tappina), il Principe e L’indimenticabile Suzuki (barcollo ma non mollo) Santana.



Brigghi c'è sempre un innopportuno 24-01-10



Appuntamento ore 9.30 a casa di
Ore 8.55 La 106 parte dal capolinea, prendo giulia, poi ci dirigiamo a cruillas per prendere un paio di claudii. Arriviamo in piazza a cruillas e cominciamo a vagare per le stradine infognate del quartiere cercando una fantomatica via CL...
Dopo 15 minuti di ricerche, piccole discussioni con autisti autoctoni del quartiere, arriviamo in via CL 15, chiamiamo i claudii:-siamo arrivati! e loro:- no! noi siamo giù e voi non ci siete... Erano in via CL pure loro, ma tipo alla 31.
Chiarito tutto li troviamo in piazza...
Ore 9.25 partiamo da cruillas per prendere martina che è al tabacchino.

Prima telefonata a piero -ritardiamo di 10 minuti-

Arriviamo da martina e si decide di prendere un caffè, e fare colazione.
I fumatori si fumano la loro sigaretta post caffè.
Ore 9.45 partiamo da palermo.
Arriviamo a bagheria e la 106 stranamente decide di non prendere la solita e già conosciuta strada, ma di "tagliare per fare prima", ma il tentativo non va a buon fine. Ore 10.15 Seconda telefonata a :- siamo a stanta flavia, da un tizio che vende legna. -Ma come cazzo siete arrivati li? ora vi vengo a prendere
Malgrado tutto piero arriva, si arrabbia un po ma nulla di che!
Compriamo il pane, prendiamo il cane ad altavilla.
sembra non alterarsi, ne inopportunarsi... boh!
Arriviamo, posteggiamo, facciamo gli zaini e comincia la via crucis.
Per arrivare ai brigghi c'è una bella salitina scivolosina, piena di ddisa che nasconde tanti bei buchini!!! L'imprecazione qua ci sta tutta!
Mentre saliamo assistiamo ad una bella via crucis in cui ziulia a Pampers cadono più e più volte come il famoso... quello del film di mel gibson.
Dopo un'oretta arriviamo sotto parete, e ci mettiamo tutti i caschi e ci dirigiamo verso l'ingresso della grotta.
Si è fatto già mezzo giorno e piero non si è lamentato ne inopportunato!!!
Non è ancora il 2012 mhh, e se i Maia si fossero sbagliati di un paio di anni... mhh...
Malgrado il forte ritardo mangiamo allegramente tutti, anche u canuzzu, ci cambiamo ed entriamo.


Dopo un ingresso strettino si presentanto davanti a noi dei grandi saloni, grotta caldissima e tutta orizzontale, devastata dalle scritte, la sua semplicità tecnica l'ha messa a portata di tutti, che non avendo altro da fare l'hanno devastata. Arriviamo allo scopo dell'uscita, una risalita.



Piero prova ad arrampicare, è facile, ma per non rischiare mi torna in mente una tecnica insegnatami dal mitico MarcoL. speleo dell'oltre Tirreno il bolina lanciato!
Dopo 15 minuti di tentativi riusciamo a prendere una stalagmite e Piero sale, poi arma decentemente il pozzo salgo anch'Io con i bloccanti.
Chiude?
No!
C'è una strettoia s'infila... c'è ne un'altra!!! si infila... continua!!!
Un ramo parallelo a quello di sotto?
Allora io scendo a controllare, grido grido... ma niente non si collegano... anche se questo ramo termina con una frana... e un buchino ma io non ci entro, troppo stretto.
Allora risalgo strettoia... continua! Strettoia... continua, anche se ogni volta mi giro e trovo scritte, che rovinano un po' il momento della scoperta!
Continuo rametto in arrampicata, strettoia, strettoia, la grotta si rivela veramente molto bella, troviamo un pozzo!
Mentre lancio pietre torna, era andato avanti la grotta continua ancora per molto!
Nella foga dell'esplorazione abbiamo perso la cognizione del tempo, torniamo indietro e nell'ultima strettoia:- bat bat bat bat, ma che cazz! Un pipistro in strettoia mi voleva dare un bacino mi sa, e sbatteva le sue aluzze sul mi faccino (oppure una nuova forma di innopportunismo chirottero). Un po' di paura con una mano lo prendo e lo spingo fuori dalla strettoia con tutta la delicatezza che mi permetteva il terrore del momento, pensando poverino è speleo anche lui!
Usciamo dal ramo nuovo, per noi, andiamo dagli altri che erano all'ingresso a giocare con il cane. Si è fatto tardi, scendiamo.
Ci cambiamo subito fuori, i pantaloni tutti infangati dalle strettoie, che bello!
dolori nelle ginocchia e un po' nei gomiti... solo uno speleo può gioire di questo.
Scendiamo e di nuovo via crucis... ma questa volta si cade molte volte, di più di quello... vabbè avete capito.
Arrivati in macchina, pane, salame, una focaccia con cipolla vino rosso e sfogliatine e te caldo!
Fine di una splendida giornata passata tra natura, fotografie, un po' di speleo, e amori interraziali.

Notizia di Nemo
Foto di
Partecipanti: Nemo, Xò, Marty Sfincia, Claudio, Pampers, Ziulietta, Milo u can'i piero