giovedì 17 luglio 2008

4 giorni Muxaresi

Passiamo altri quattro giorni in quel di Sant'Angelo Muxaro.

Anche se inizia un caldo torrido, siamo sempre lì a cambiarci sotto il sole, a scendere i gradini, spingere le gambe per il sentiero e ristorarci del fresco violento e ben accetto.

passiamo quattro giorni tranquillamente... quando ci si diverte il tempo non passa mai, sospira Ceres, fra gli sbadigli del rilievo...

Li passiamo in compagnia dei meravigliosi e sempre disponibili Marco e Giovanni.

Il primo giorno ci riprende la Grotta Ciavuli, sembra non finire mai nei sui dettagli e nei suoi spazi.



percorriamo infatti un ramo del tutto nuovo, scoperto durante queste escursioni, e ci obbliga a vestire l'imbrago. Anche Giovanni, che in questa grotta di visite ne ha fatte tantissime è stranizzato ad andare nella Ciavuli con l'imbrago... ma tant'è!!!



Il secondo giorno si cambia, un bel giro nel Vallone del Ponte... le grotte dell'acqua...
Sotto l'esperta guida di Giovanni, immenso conoscitore dei posti, apprezziamo veramente che significhi il nome grotte dell'acqua.

Lasciamo l'auto, il sentiero rovente come sempre e poi giù per l'alveo fluviale abbandonato e poi dentro, nei trafori che l'acqua ha scavato.



Un rapido saluto all'allocco, padrone di casa, e poi in acqua dentro il traforo, nel fango, di nuovo nell'acqua e nel fango...fino alla risorgenza.



L'idrofilo Marco, ne approfitta per fare un bagnetto in un altro sifone, che purtroppo resta sifone e fa poca strada.



Poi, altro giro sotto il sole e altra grotta.
La grotta del Morto che per noi è una novità, e lo è in queste condizioni anche per Marco e Giovanni, che la trovano svuotata dall'acqua.



Rapido giro verso il sifone...rapido per modo di dire, fra una strisciata nel fango uno sprofondamento, un tentativo di non far ingurgitare i propri stivali e la proprio dignità in un fiume di fango che cerca ti tenerti con lui.... e poi un altro bagno di Marco, e poi giù nel cunicolo che funge da collettore, fino ad un altro sifone... sta volta Marco pensa bene che il terzo bagno è evitabile...

Il terzo giorno ci raggiungono Simione, fresco di auguri di compleanno e la Stokka, fresca e pettinata come al solito.

Ripetiamo il giro di ieri, Grotta del Morto.
Anche Simione e la Stokka apprezzano le facoltà curative dei fanghi di questa grotta e dopo aver fatto le dovute abluzioni, vanno al fiume a sgrasciarsi.





Gli altri, perdono tempo dentro il rametto che si è liberato da poco, foto, schizzi e un saettone da portare fuori dalla grotta.

Subito dopo ci aspetta la Grotta dei Sifoni, altra cavità di questo complesso... con i suoi grandi saloni... le pirami di terra, i funghi... si, funghi in grotta.




L'ultimo giorno lo passiamo di nuovo alla Grotta Ciavuli, insieme a Peppe, nostro caro amico di Agrigento.
Si percorre il ramo attivo, incompagnia di tanti pipistrelli che credo non abbiano gradito molto la nostra visita.



Le serate, sono passate serene e tranquille... dopo la grotta reidratazione con mezzo litro di birra, pizza...aspettando la Kokalos con le varie aggiunte...

e altra birra, vodka o acqua tonica per digerire, e altro mezzo litro di birra per conciliare il sonno e mandare via tutti i pensieri prima di dormire.

Ceres version:

Quattro giorni a S.Angelo Muxaro, come non approfittarne, almeno si fugge dalla frenesia cittadina per un po’ di tempo.

Il primo giorno siamo alla grotta Ciavuli, il nuovo ramo ci aspetta e forse saremo tra i pochi che avranno avuto il privilegio di vederlo. La precarietà di certi blocchi mi ha fatto pensare a tante cose e tutte insieme; diciamo la vita in un attimo, ma in fondo se ci si avventura con rispetto dentro questa montagna non si ha niente da temere. Si rileva, si fotografa, si scende e si sale su corda con la stessa infangata. Sento il croll che non prende per il fango e questo non è bellissimo. Ma alla fine finisce tutto bene, la poligonale è chiusa e il rilievo è finito. Fine Primo giorno 90 cl. cad.


Il secondo giorno ci muoviamo verso i trafori del vallone del ponte. Il secondo traforo obbliga a farci il bagno, nell’acqua e poi nel fango, ma non è un bagno di piacere, si deve rilevare e quindi attenzione al quaderno e mani pulite (‘na parola). Con gli stivali con l’effetto ventosa e saturi di melma ci muoviamo verso la grotta del morto, anche lì si rileva e si fotografa. Vedo una corda e in un primo momento non capisco a cosa serve, ma poi diventa tutto ben chiaro. Con gli allumosilicati idrati fino a sopra la vita mi muovo verso la fine della grotta piazzo i punti e torno indietro a piazzarne altri. Marco mi dice di stare fermo in un punto, e io poggio le mie natiche sul fango un po’ più consolidato. Aspetto mezz’ora. Piano piano sprofondo nei sedimenti pseudocoerenti, adesso arrivano quasi al petto, immaginate una sdraio nel fango. Finalmente si esce e si và in sede. E i miei occhi videro qualcosa che non avrei mai pensato di vedere…il giorno 13, del mese di luglio nell’anno di grazia 2008, Marco ha lavato la sua tuta. Una data che resterà nella storia!!! Fine Secondo giorno 140 cl. cad.


Il terzo giorno ci raggiungono da Palermo Simone e Cristina, giornata soft. Prima ci si infanga allegramente alla grotta del morto e poi ci si va a lavare al secondo traforo. Attendiamo sotto il sole, in mutande, che si asciughi il tutto e poi torniamo al morto. Lì pare che il sifone abbia “stuppato” e aggiunto metri allo sviluppo della grotta. Poi in fine giornata alla grotta dei trafori. Si rileva, si fotografa e si torna in sede. Fine Terzo giorno 140 cl.


Il quarto giorno è molto leggero, si rileva il ramo attivo. Il sottoscritto si becca un mezzo enfisema nelle sterpaglie che ci sono nella parte iniziale, le uniche parole che riuscivo a sospirare erano: “Luke, io sono tuo padre”, ma poi la salutare aria di grotta mi fa rinsanire. I pipistrelli ci accolgono come Batman nella batcaverna e dopo un po’ l’odore del guano e del fango comincia a saturare le nostre narici. Si torna a Palermo nel primo pomeriggio e si torna anche alla frenesia di una città reduce dal festino.


Non dimenticherò facilmente: il verso delle rondini al mattino, il rumore della plastica dei materassi in sede, le scoppiettanti esternazioni della rotula di Marco, la sensazione delle mutande infangate, la Kokalos con funghi, le ragazze del servizio civile, la pesca alla “tunnina” alla grotta del morto, la compagnia dei pipistrelli, la magia delle esplorazioni, i racconti tra speleo al bar e il ritornello della canzone di Jovanotti …e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango…

Qualcuno alla fine mi disse che avevo la faccia stranamente rilassata…a conti fatti ci sono 740 cl totali di buoni motivi per esserlo…thank you S.Angelo!!!



Partecipanti: Marco, Giovanni, Peppe, La Stokka, Simione, Ceres e MarcoV
Foto e notizia: Ceres e MarcoV

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